Due operai sono rimasti feriti, di cui uno in maniera grave, in seguito a un’esplosione avvenuta questa mattina, primo agosto, intorno alle 8, durante un intervento su un impianto elettrico in un palazzo di via Gaeta, vicino Castro Pretorio, a Roma.
I due operai sono rimasti feriti da una esplosione durante la rimozione di un gruppo elettrogeno in via Gaeta. La Cgil denuncia una lunga scia di incidenti
I due stavano effettuando operazioni di disinstallazione di un gruppo elettrogeno quando, per cause ancora da chiarire, si è verificata la deflagrazione.
Uno dei lavoratori, secondo le prime informazioni, ha riportato gravi ustioni su diverse parti del corpo ed è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Sant’Eugenio.
L’altro operaio, presumibilmente intossicato dai fumi, ha riportato lesioni meno gravi.
Sul posto è intervenuta la polizia scientifica e l’ispettorato del lavoro, che ha avviato le indagini per chiarire la dinamica dell’incidente.
Operaio in prognosi riservata
L’operaio ferito in maniera più grave è in prognosi riservata: ha riportato ustioni di terzo grado su oltre il venti per cento del corpo e martedì sarà sottoposto a un intervento di ricostruzione.
L’allarme del sindacato
A diffondere la notizia è la CGIL di Roma e del Lazio, che esprime forte preoccupazione e chiede un accertamento rapido delle cause e delle eventuali responsabilità: “Nel seguire con apprensione le condizioni dei due lavoratori, chiediamo che si faccia luce sull’accaduto. Purtroppo – sottolinea il sindacato – non si tratta di un caso isolato: nel Lazio si registra un preoccupante susseguirsi di gravi incidenti sul lavoro“.
La CGIL ricorda come solo negli ultimi mesi si siano verificati episodi simili in diverse province della regione: a marzo, tre operai sono rimasti folgorati a Minturno (LT); a maggio un lavoratore di 47 anni ha perso la vita a Paliano (FR); il 15 luglio un operaio di 61, Luciano Scrocca, anni è morto a Roma Tuscolana durante un appalto Acea, in circostanze ancora da chiarire. Avrebbe dovuto controllare un generatore, è morto cadendo da un camion.
“È urgente rafforzare le misure di prevenzione e controllo, soprattutto per i settori ad alto rischio come quello elettrico. Chi lavora a contatto con l’energia non può e non deve rischiare la vita“.
Morti bianche, dati in crescita
Secondo il sindacato nei primi cinque mesi del 2025 gli infortuni sul lavoro denunciati nel Lazio sono stati 17.925, il 3,75% in più lo scorso anno, e gli infortuni mortali accertati 29. Ora il dato a superato la quota trenta.
“Una strage che potrebbe essere ancora più vasta di quanto registrato dai registri ufficiali – specifica il sindacato – Infatti, come è noto tanti infortuni non vengono denunciati anche per paura di ritorsioni occupazionali e di altri ne risulta difficile il riconoscimento.
“A preoccuparci particolarmente – denunciano ancora la Cgil – è l’aumento di infortuni lavorativi che coinvolgono persone con almeno 75 anni, che sono pressoché raddoppiati, che dimostrano sia la necessità di agire sull’accesso alla pensione perché è inaccettabile che si debba essere costretti a continuare a lavorare, sia su una diversa organizzazione del lavoro affinché ci siano dei limiti anagrafici per lo svolgimento di mansioni gravose”.


















