La quiete estiva di via Guido Reni, nel quartiere Flaminio di Roma, è stata interrotta dall’arrivo delle ruspe, che hanno dato il via ai lavori per la realizzazione di un tratto della pista ciclabile del Grande Raccordo Anulare Bici (GRAB).
Polemiche a Roma per la pista ciclabile: via Guido Reni perde il 70% dei posti auto, rischio caos traffico e collasso del quartiere
L’intervento, parte del progetto promosso dalla Giunta Gualtieri, ha subito scatenato una dura reazione tra i residenti, i commercianti e gli operatori del mercato rionale della zona, preoccupati per l’improvvisa cancellazione di circa 300 posti auto.

Il progetto prevede l’eliminazione di circa il 70% dei parcheggi esistenti su via Guido Reni, una decisione che, secondo le testimonianze raccolte sul posto, non sarebbe stata preceduta da un adeguato confronto con la cittadinanza.
“Le ruspe sono arrivate senza preavviso e senza alcuna garanzia alternativa per i posti auto che andranno persi”, ha dichiarato Fabrizio Santori, capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina, che ha prontamente depositato un’interrogazione urgente per chiedere chiarimenti e un ripensamento sull’opera.
La zona, già notoriamente congestionata, soprattutto in concomitanza con eventi presso lo Stadio Olimpico, il Guido Reni District o il Teatro Olimpico, vede quotidianamente un’elevata affluenza di persone.
La riduzione drastica dei parcheggi solleva timori concreti sul rischio di un “collasso dell’intero quadrante”, come sottolineato da Santori, con pesanti ricadute per chi lavora e vive nell’area.
Polemiche sul Municipio II e cittadini furibondi
Sotto accusa anche il comportamento del Municipio II, che pur avendo espresso parere favorevole al progetto, avrebbe disatteso le condizioni poste in precedenza, a detta dei cittadini.
“Nonostante sia dello stesso colore politico del Campidoglio, chi governa tradisce i suoi stessi elettori e abbandona i territori al caos”, ha rincarato Santori che ha evidenziato come, a suo avviso, il denaro pubblico si sarebbe dovuto spendere per la manutenzione dei marciapiedi, che versano in condizioni precarie, piuttosto che per “progetti ideologici” che non rispondono alle reali esigenze del territorio.
La vicenda di Via Guido Reni riaccende il dibattito sull’equilibrio tra lo sviluppo della mobilità sostenibile e l’impatto sui servizi e le abitudini dei cittadini, ponendo l’accento sulla necessità di un maggiore dialogo tra amministrazione e comunità locali.


















