Quattro in manette per il tentato omicidio del 19enne romano che era stato accoltellato la notte tra il 31 maggio e il 1° giugno scorsi nei pressi della stazione della Metro A di Lucio Sestio.
Quattro in manette per il tentato omicidio del 19enne romano accoltellato fuori della stazione della Metro A
Le misure di custodia cautelare sono state eseguite dalla Squadra mobile della polizia di Stato e hanno riguardato tre cittadini peruviani e uno dell’Ecuador sospettati di aver ferito, con un fendente al petto il 19enne dopo averlo aggredito a calci e pugni. Questo secondo quanto emerso dalle indagini scattate subito dopo i fatti.
Le misure di custodia cautelare sono state eseguite dalla Squadra mobile della polizia di Stato e hanno riguardato tre cittadini peruviani e uno dell’Ecuador sospettati di aver ferito, con un fendente al petto il 19enne dopo averlo aggredito a calci e pugni. Questo secondo quanto emerso dalle indagini scattate subito dopo i fatti.
Trattamento diversificato per la banda di latinos che sono individuati anche nell’ambito delle attività di contrasto al fenomeno della criminalità giovanile attuate dalle forze dell’ordine nella capitale.
In base a quanto stabilito nell’ordinanza spiccata del giudice per le indagini preliminari tre degli indagati sono stati, infatti, trasferiti in carcere mentre un quarto è stato ristretto agli arresti domiciliari, tutti gravemente sospettati di essere i responsabili del grave episodio di sangue.
L’accusa è di tentato omicidio perché la vittima, oltre a essere stata percossa, era stata soccorsa e trasportata in ospedale per una profonda lesione da taglio al torace che lo aveva quasi ridotto in fin di vita. I quattro aggressori erano riusciti a far perdere le loro tracce dileguandosi nel buio della notte.
Gli inquirenti, nonostante la mancanza di immagini utili dopo un’attenta verifica delle riprese video registrate dalle telecamere di sorveglianza, sono ugualmente riusciti a risalire al commando dei presunti autori dell’accoltellamento che saranno, molto probabilmente, rinviati a giudizio.
A inchiodarli alle loro responsabilità c’è, infatti, la testimonianza della fidanzata del ragazzo aggredito che quella stessa notte riferì ai poliziotti di aver visto entrare in azione una banda di etnia sudamericana fuggita dal luogo dell’aggressione subito dopo il ferimento.
E ’opportuno ricordare che ogni persona fermata, denunciata, tratta in arresto, indagata o rinviata a giudizio in ogni stato e grado del procedimento penale deve essere considerata innocente sino a quando non venga pronunciata nei suoi confronti una sentenza di condanna definitiva.
Se sei interessato ad approfondire gli argomenti trattati in questo articolo clicca sulle parole colorate in arancione e accedi alla banca dati di canaledieci.it.

















