L’Uomo Gatto contro Papi e Sarabanda: “Non tornerò, non sono stato rispettato”
L’idea di riportare il famoso quiz musicale Sarabanda in tv si sta rivelando giusta. Tuttavia uno dei campioni del passato, l’Uomo Gatto, ovvero Gabriele Sbattella, ha esternato la propria amarezza lasciandosi andare anche a un duro sfogo contro Enrico Papi e gli autori del programma: ecco le sue parole.
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Con il ritorno di Sarabanda in tv, l’Uomo Gatto ha deciso di esternare il proprio stato d’animo attraverso i social, rivelando ai tanti appassionati cosa pensa di questa nuova edizione, sempre condotta da Enrico Papi.
“Quello che ho visto non mi è dispiaciuto, è tornato un classico dei giochi a premi di Mediaset. Molto bello lo studio, molto più colorato e allegro e bravi i concorrenti. Per il momento posso dare un sei a questa prima domanda. Ho visto che hanno fatto più di due milioni di telespettatori, ma sarà la curiosità della prima puntata o no?”, ha detto Sbattella.
Nuovo Sarabanda, l’Uomo Gatto: “Le cose belle costano”
Con la messa in onda della prima puntata della nuova edizione di Sarabanda sono stati tanti gli appassionati a chiedere all’Uomo Gatto se ci sarà la possibilità di rivedere anche lui nel programma.

“Allora, molti mi chiedono se andrò a questa versione del programma. Ragazzi, la risposta, mi dispiace dirvelo, è no. Voi tutti avete visto nei video delle puntate di Sarabanda che si trovano su Facebook, su YouTube, si trovano su altre piattaforme di video on demand. Avete visto come sono stato trattato”, ha dichiarato Sbattella.
Poi la spiegazione di quanto successo: “Mi hanno preso per quello che non ero, giochi dove io dovevo essere messo alla berlina e loro dovevano uscirne vincenti. Signori, in nome dell’audience queste cose non si fanno. Non mi risulta che Gerry Scotti e Gabriele Corsi abbiano fatto cose del genere. Mi rispettavano, cosa che però quel conduttore e i suoi autori non hanno fatto. Quindi, signori, ve lo dico fin da adesso, la risposta ad un’eventuale chiamata sarà no. Ma poi, se dovessero insistere, beh, ragazzi, lì sparerò una bella cifra di ingaggio. Eh sì, ragazzi, le cose belle costano”.




















