Blitz nell’ex moschea della Colonia Vittorio Emanuele III di Ostia. E’questo il bilancio di un’operazione di controllo effettuata giovedì 30 luglio scorso dagli agenti del X Gruppo Mare della polizia di Roma Capitale.
Blitz nell’ex moschea del complesso comunale che si affaccia sul Lungomare Paolo Toscanelli di Ostia
Doveva essere un sopralluogo di routine negli immobili di proprietà dell’amministrazione capitolina già da tempo sottoposti a sequestro giudiziario proprio come il locale abusivamente trasformato in un deposito di masserizie utilizzate anche dai venditori ambulanti sulle spiagge o come ricovero dei senza dimora nel complesso affacciato sul Lungomare Paolo Toscanelli.
L’irruzione e la scoperta
All’interno dei locali in disuso, gli agenti si sono trovati di fronte a una situazione di degrado e occupazione illegale. All’interno della struttura sono stati infatti sorpresi cinque giovani cittadini egiziani, di età compresa tra i 20 e i 26 anni. Condotti immediatamente presso gli uffici del Gruppo per gli accertamenti e i rilievi fotodattiloscopici di rito, per tutti e cinque è scattata la denuncia a piede libero per il reato di occupazione abusiva di edificio pubblico.
I successivi riscontri sulle banche dati hanno subito rivelato che l’intero gruppo si trovava sul territorio nazionale in condizione di irregolarità. Ma le sorprese non si sono fermate qui: a carico di uno dei fermati, un ventunenne, pendeva un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa in precedenza per il reato di rapina.
Tensione negli uffici e in ospedale
Le fasi dell’identificazione sono degenerate rapidamente. Il ventunenne ricercato e altri due giovani del gruppo hanno opposto una ferocissima resistenza, scagliandosi contro gli agenti. Nel parapiglia gli operanti hanno riportato alcune lesioni con l’arresto immediato in flagranza dei tre per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.
Per uno degli arrestati, un ragazzo di 22 anni in evidente stato di alterazione psicofisica, si è reso necessario il trasporto d’urgenza in ospedale dove è stato sottoposto ai test di rito che hanno confermato la presenza di sostanze psicotrope nel sangue.
Anche all’interno del nosocomio la situazione ha avuto un’ulteriore appendice rilevante dal punto di vista penale: il giovane ha mantenuto un atteggiamento molto violento nei confronti di medici, infermieri e gli stessi agenti di guardia, devastando alcuni arredi della struttura. Per lui è così scattato un secondo arresto per danneggiamento e nuova resistenza a pubblico ufficiale.
Le condanne in tribunale
Messi disposizione dell’autorità giudiziaria i tre sottoposti a misura cautelare, dopo la convalida, sono stati processati con rito direttissimo e condannati alla pena di un anno e sei mesi di reclusione, con il beneficio della sospensione condizionale.
Il ventunenne già raggiunto da un precedente ordine di cattura per rapina è stato associato al carcere di Regina Coeli mentre il ventiduenne protagonista delle intemperanze in ospedale, giudicato per il secondo episodio, ha subito un’ulteriore condanna a due anni di reclusione oltre all’applicazione della misura cautelare del divieto di dimora nel Comune di Roma.




















