Affaccio di Ostia sul degrado: Pontile e Rotonda, cartoline dell’osceno (FOTO)

Il Pontile e la Rotonda accontano di un abbandono che disgusta residenti e turisti. Due affacci iconici divenuti emblemi di un disastro urbano

L'affaccio di Ostia sul degrado-pontile-rotonda-cartoline-osceno-

Pontile dai giardini ingialliti e, dalla Rotonda, belvedere sulle macerie: se questi sono i “biglietti da visita” che Ostia, al 18 luglio 2025 e, nel pieno della stagione estiva, ha da offrire a cittadini e turisti, allora l’allarme risuona forte e chiaro. Il degrado sembra non avere mai fine nel quartiere marittimo di Roma Capitale, cuore del Municipio X.

Il pontile e un tratto simbolico del lungomare di Ostia raccontano di un abbandono che disgusta residenti e turisti. Due affacci centrali emblema di un disastro urbano

Uno spettacolo terribile, osceno, “accoglie” i visitatori di ogni età che passeggiano in uno dei due affacci più rappresentativi della cittadina lidense e del litorale romano: il Pontile di Ostia e la costa sotto la celebre Rotonda.

Sporcizia, degrado, vandalismo, incuria e trascuratezza travolgono e devastano aree simboliche, centralissime di Ostia, vissute da generazioni di romani che ai loro occhi vedono adesso una discarica malmessa invece che scorci da sogno che ricordavano.

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Tranne la foto di copertina, le altre immagini interne presenti in questo articolo sono tratte dal profilo facebook di Paola Torbidoni

Una volta di più, per non far derubricare questo degrado a “ovvietà” e “normalità” va evidenziato invece che chi passa per Ostia anche solo per un momento, ad oggi non vede altro che luoghi logori e abbandonati che affogano nell’orrore.

E non parliamo di angoli piccoli e nascosti, ma dell’area urbana di Ostia che si trova all’altezza di Piazza dei Ravennati, al Pontile e del tratto di spiaggia all’arrivo della via Cristoforo Colombo, la Rotonda.

Il Pontile è probabilmente il manufatto più celebre di Ostia, che collega il cuore di Ostia e la vicina Piazza Anco Marzio al mare e storicamente é, o dovrebbe essere, la “terrazza della Capitale sul mare”.

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Dire che ora la zona versa in condizioni indecorose è dire poco: le immagini sono ferite al cuore per chi ama questa città e giorno dopo giorno non la riconosce più.

Le aiuole – il verde pubblico – sono invase da sabbia e vegetazione secca, le panchine danneggiate, i contenitori dei rifiuti metallici sono arrugginiti, spesso rotti e nella maggior parte dei casi sprovvisti dei necessari sacchetti, a danno del decoro urbano.

Dopo un anno di transenne intorno a un tratto di marciapiedi in cui i blocchetti di porfido si erano staccati, l’ufficio tecnico è intervenuto con una leccatina di cemento. Insomma, la pezza peggio del buco, come si suol dire.

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Dopo un anno di transennamento, al Pontile invece di ripristinare i blocchetti di porfido sconnessi, si è preferito passare una laccatina di cemento

Rifiuti si accumulano giorno dopo giorno, in piena vista, proprio dove passeggiano famiglie, anziani e turisti.

A due passi da quella che dovrebbe essere la vetrina elegante di Ostia, tutto comunica trascuratezza.

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Il secondo colpo al cuore arriva spostando lo sguardo sotto la Rotonda, dove il panorama costiero offre oggi solo segnali di decadenza: a destra, il celebre Kursaal, capolavoro architettonico di Attilio Lapadula e Pier Luigi Nervi, è ormai chiuso e visibilmente danneggiato dalle mareggiate e dall’abbandono; a sinistra, lo Sporting Beach, altro storico stabilimento, resta sotto sequestro e inaccessibile.

E proprio sotto la Rotonda, la struttura dell’ex Shilling è sventrata dalle mareggiate e dal tempo. Quelli che una volta erano luoghi simbolo di stile e vitalità balneare, oggi sembrano relitti urbani, visto che di attività balneare organizzata di fatto ora non ne esiste più neanche l’ombra.

Ciò che colpisce al cuore e fa malissimo è la posizione stessa di questi luoghi: siamo nel cuore di Ostia, tra via del Mare, piazzale Cristoforo Colombo e la stazione Lido Centro, in un crocevia di flussi turistici e locali. Questo quadrante, un tempo orgoglio cittadino, è ora un’area esposta a un degrado visibile e sistemico.

A pochi metri, attività commerciali e ristoranti continuano a lavorare, cercando di offrire ai visitatori un’immagine diversa da quella che li accoglie al primo sguardo.

Resta solo la visione tremenda di un patrimonio urbano che avrebbe tutte le carte in regola per brillare di luce propria e essere vanto e orgoglio di Roma e del litorale e invece è motivo di vergogna e desolazione, cosa alla quale chi ama Ostia non si abituerà mai.