Boom di reati ambientali nel Lazio, +20,5% nel 2024 secondo Legambiente: le province più colpite

Il Rapporto Ecomafia 2025 di Legambiente mette in luce un’impennata dei reati ambientali nel Lazio, legati soprattutto ai rifiuti e al cemento illegale

Foto di repertorio

Il Lazio si trova ad affrontare un’escalation preoccupante di crimini ambientali, come rivelato dalla nuova edizione del Rapporto Ecomafia 2025 di Legambiente. I dati dipingono un quadro allarmante: la regione è scivolata dal sesto al quinto posto nella classifica delle aree meno virtuose d’Italia, posizionandosi subito dopo quelle a tradizionale infiltrazione mafiosa.

Il Rapporto Ecomafia 2025 di Legambiente mette in luce un’impennata dei reati ambientali nel Lazio, legati soprattutto ai rifiuti e al cemento illegale

Nel 2024 i reati ambientali nel Lazio sono aumentati del 20,5%, raggiungendo la cifra record di 2.654 illeciti, ovvero una media di 7,2 al giorno, uno ogni tre ore e mezza. Questo incremento è trainato principalmente da due settori critici:

  • ciclo illegale dei rifiuti: un balzo impressionante del +33,5% nei reati. Il Lazio si posiziona come la quarta regione in Italia per questo tipo di illeciti, con 848 casi registrati;
  • cemento illegale: un aumento del +6,7%, con 746 reati accertati. La regione mantiene l’ottava posizione in questa specifica classifica.

Questi dati si traducono in 2.593 persone denunciate, 30 arresti e 593 sequestri.

Le province sotto attacco

La situazione è particolarmente grave in alcune province:

  • Roma si conferma il fulcro dei reati ambientali nel Lazio, con 1.021 casi, posizionandosi come la quarta provincia in Italia.
  • Latina mostra un peggioramento significativo, salendo all’undicesimo posto nazionale con 613 reati.
  • A seguire, Viterbo con 200, Frosinone con 216 e Rieti con 140 reati ambientali.

Anche i reati contro gli animali restano un problema persistente, con 417 casi registrati nel Lazio, concentrati in larga parte nella Città Metropolitana di Roma (282 reati).

La denuncia di Legambiente e le soluzioni proposte

Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio, non usa mezzi termini: “L’ecomafia è una piaga in aumento nel Lazio, con numeri legati allo smaltimento dei rifiuti e all’abusivismo edilizio che tornano a crescere”. Sottolinea come, soprattutto nelle province di Roma e Latina, l’impatto di discariche abusive e cemento illegale stia diventando insostenibile.

Legambiente propone soluzioni chiare per contrastare questa deriva:

  • per i rifiuti: è fondamentale costruire una gestione virtuosa che preveda una raccolta differenziata efficiente e capillare, insieme alla creazione di impianti diffusi su tutto il territorio per trasformare i materiali differenziati in materie prime seconde;
  • per il cemento illegale: oltre all’indispensabile lavoro delle forze dell’ordine, è cruciale evitare ogni proposta di legge che preveda deregolamentazioni, sanatorie e condoni, pratiche che, secondo Legambiente, incentivano l’aumento dei reati in attesa di presunti “salvagenti legislativi”.

La presentazione del Rapporto Ecomafia 2025 di Legambiente lancia un grido d’allarme che non può essere ignorato. È tempo di un’azione decisa e coordinata per proteggere il patrimonio ambientale del Lazio.