Ignorano il divieto e si tuffano nel mare mosso: bagnini eroi salvano due ragazzi a Ladispoli

A Ladispoli due ragazzi ignorano il rischio del mare agitato e rischiano la vita. Bagnini eroi li riportano in salvo con un doppio salvataggio

Foto di repertorio

Il mare si sa è traditore. Può mettere in difficoltà anche i bagnini più preparati ed esperti.  Entrare in acqua con le onde alte e violente significa mettere a repentaglio la propria vita e quella dei soccorritori. Com’è accaduto ieri, lunedì 7 luglio, a Ladispoli, località balenare a nord di Roma. Due ragazzi, incuranti del mare in tempesta e dell’alt, hanno rischiato di annegare. L’intervento di due bagnini coraggiosi ha evitato la tragedia.

A Ladispoli due ragazzi ignorano il rischio del mare agitato e rischiano la vita. Bagnini eroi li riportano in salvo con un doppio salvataggio

I due giovani coinvolti, tra i 16 e i 18 anni, si sono trovati in grave difficoltà a causa della forza delle onde e della loro imprudenza. Il primo si è spinto troppo al largo ed è finito pericolosamente vicino agli scogli. Il secondo, nel tentativo di soccorrere l’amico, è rimasto paralizzato dalla paura, rischiando l’annegamento.

L’intervento più pericoloso ad opera di un giovane “guardiaspiaggia”

Mauro Antonini, figura storica dello stabilimento Baia dove opera come bagnino da quarant’anni, e figlio del titolare, ha raccontato a Canale 10 i momenti concitati di un doppio salvataggio che lo ha visto protagonista insieme al giovane collega Cristian Tudino, bagnino della torretta adiacente.

“È giusto che si nomini prima Cristian, un ragazzo ventenne molto coraggioso. Ha avuto il ruolo più importante. Io sono intervenuto dopo – ha spiegato Mauro – Ha visto il pericolo e senza pensarci è entrato in acqua e ha preso uno dei ragazzi e l’ha trascinato fino a riva. Io sono arrivato subito dopo, il merito è tutto suo”.  

Antonini ha elogiato il sangue freddo e il coraggio del giovane collega: Cristian ha dimostrato fegato. Ho fatto molti salvataggi nella mia vita e so quanto ne occorra. Lui, a soli 18-20 anni, non ha esitato, si è buttato, ha preso il malcapitato l’ha portato fuori.” Mauro ha spiegato di essere intervenuto per il secondo ragazzo: lo ha raggiunto appena in tempo.

“Riscontro molta superficialità tra i bagnanti”

Nonostante la gioia per il successo dei salvataggi, Mauro Antonini ha espresso profonda frustrazione per l’atteggiamento superficiale di molti bagnanti. “Sono 40 anni che faccio salvataggi sempre nello stesso posto, la gente non capisce, abbiamo messo mille cartelli”, ha continuato Antonini che ha sottolineato come la pericolosità del mare mosso sia spesso sottovalutata.

Un episodio emblematico ha scosso ulteriormente il bagnino: “Mentre firmavamo la denuncia dell’accaduto in Capitaneria, ci siamo girati e c’erano altri due ragazzi in quella stessa zona di pericolo. Lì ho proprio perso la testa… non è possibile”.