Spiagge senza bagnini, ma il bagno si può fare. Sulla questione del degrado e della mancanza di servizi nella zona dei “Cancelli” a Castel Porziano, interviene direttamente il comandante della Capitaneria di Porto di Roma, Capitano Silvestro Girgenti, chiarendo la posizione dell’autorità marittima e lo stato della sicurezza balneare.
Per Ostia la Capitaneria rassicura: controlli in corso, segnaletica presente e monitoraggio attivo nelle aree senza bagnini
“In assenza del servizio di salvamento, come previsto dalle ordinanze di sicurezza balneare, è obbligatoria la collocazione di apposita segnaletica. Il Comune di Roma, concessionario dell’area, ha provveduto a installare i cartelli fin dall’inizio della stagione, come verificato dai controlli effettuati dal nostro Ufficio marittimo di Ostia,” spiega Girgenti. “In questi casi, la balneazione non è vietata: resta consentita, ma sotto la responsabilità individuale, e con la dovuta informazione ai bagnanti”.
Il comandante ha inoltre precisato che, ricevuta comunicazione dell’aggiudicazione delle attività connesse alla concessione – tra cui le postazioni di salvataggio – restano da completare alcune formalità demaniali da parte del Comune, prima che gli operatori vincitori possano iniziare a prestare servizio attivo.
“Abbiamo disposto che durante le nostre uscite, anche con moto d’acqua, si presti massima attenzione proprio alle aree sprovviste di salvataggio, come quelle dei Cancelli e di Castel Porziano,” ha aggiunto Girgenti.
Nel frattempo, cresce la preoccupazione sullo stato generale del litorale romano, nel pieno di una stagione estiva già iniziata. Alessandro Battilocchio, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle periferie, ha definito “preoccupante” la situazione a Ostia: “L’immagine attuale non è all’altezza del valore e del potenziale del territorio, soprattutto nell’anno del Giubileo. Stabilimenti chiusi o sequestrati, strutture abbandonate e spiagge libere senza servizi minimi rappresentano segnali negativi che rischiano di moltiplicarsi in contesti già fragili”.
Il caso dell’ex Village
Un caso emblematico è quello dell’ex Village, bene confiscato alla criminalità e recentemente danneggiato da un incendio, a lungo segnalato senza esiti. “Serve una presenza costante dello Stato e delle istituzioni – ha concluso Battilocchio – per evitare che l’abbandono e la disattenzione prendano il sopravvento”.


















