Torna a Roma l’appuntamento con la “Rievocazione Storica della Girandola di Michelangelo”. In occasione di questo evento sono previste modifiche alla viabilità sia pubblica che privata. Deviazioni per 14 linee bus. Questi i dettagli
Roma si illumina con la Girandola di Michelangelo: modifiche al traffico il 29 giugno
Domenica 29 giugno appuntamento con la Rievocazione Storica della Girandola di Michelangelo.
A Castel Sant’Angelo, in occasione della festività dei Patroni di Roma Santi Pietro e Paolo, alle ore 21.30 cittadini e turisti tutti con il naso all’insù per assistere allo spettacolo di fuochi d’artificio dal Lungotevere Tor di Nona e dai Ponti Vittorio Emanuele II, Sant’Angelo e Umberto I.
Si tratta di una manifestazione organizzata dall’istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma.
Una vera e propria tradizione che parte dal XV secolo e che animerà il cielo di Roma in una giornata di festa.
Per consentire il regolare svolgimento della manifestazione, dalle ore 19.30 saranno attuate importanti modifiche alla viabilità.
Sarà istituito il divieto di transito su: Lungotevere degli Altoviti, Lungotevere Tor di Nona, Piazza dei Tribunali (lato Tevere), Ponte Umberto I (direzione Piazza dei Tribunali), Ponte Vittorio Emanuele II (eccetto veicoli di soccorso per l’Ospedale Santo Spirito) e Piazza Adriana (tra Via Triboniano e Largo dei Mutilati ed Invalidi di Guerra).
I bus deviati
Sempre dalle ore 19.30, a fine servizio, saranno modificati i percorso di 14 linee bus: 23-30-34-40-46-62-64-98-115-190F-280-870-881 e 916F.
La Girandola di Roma: un’esplosione di storia e luce
Le origini della Girandola di Michelangelo risalgono al 1481, quando venne ideata per celebrare il pontificato di papa Sisto IV con un’esibizione sul Terrazzo dell’Angelo.
Da allora, lo spettacolo entrò a far parte della tradizione romana, illuminando momenti solenni come Pasqua, la festa dei santi patroni Pietro e Paolo e l’incoronazione dei papi.
Si narra che il progetto originale fosse opera di Michelangelo Buonarroti, che lo immaginò con oltre cinquemila razzi. In seguito, fu perfezionato da Gian Lorenzo Bernini, che studiò scientificamente i flumina lucis – fiumi di luce – per garantire un equilibrio visivo tra bellezza e armonia.
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