Infernetto il Campidoglio abbandona gli alberi appena piantati. I residenti: “Adottane uno anche tu”.

Infernetto il Campidoglio abbandona gli alberi appena piantati, i residenti in cerca di persone disponibili alle innaffiature “fai da te”

Anche all’Infernetto il Campidoglio abbandona gli alberi appena piantati. Ma questa volta la reazione dei residenti trova sfogo nell’invito, rivolto a qualsiasi persona di buona volontà, ad adottare uno dei dieci cipressi messi malamente a dimora dalla mano pubblica lungo lo spartitraffico di via Wolf Ferrari. 

Infernetto il Campidoglio abbandona gli alberi appena piantati, i residenti in cerca di persone disponibili alle innaffiature “fai da te”

Cipressi che sono in stato di evidente sofferenza a causa della calura di questi giorni e della totale mancanza d’acqua dovuta all’incuria.

Le nuove piante, due delle quali apparentemente in pessime condizioni, appoggiano ai pali di sostegno dove è comparsa una scritta eloquente che fa leva sullo spirito di emulazione: “Lo innaffiamo regolarmente adottane uno anche tu”.

L’anonimo estensore ha elaborato l’avviso con i toni pacati di chi punta a risolvere il problema senza prendersela con un’amministrazione locale messa a sua volta in difficoltà dai continui tagli alle risorse destinate al finanziamento del servizio giardini, un tempo vero fiore all’occhiello del Comune di Roma Capitale.

E’ però anche vero che l’esortazione all’iniziativa privata ‘fai da te’, da parte di chi invita prendersi “cura dei luoghi in cui vivi, perché dalla qualità dei beni comuni materiali e immateriali dipende la qualità della tua vita”, non sempre è una soluzione praticabile.

Lo scandalo delle piantine già morte nella Pineta privata delle Acque Rosse

Soprattutto quando si tratta di proteggere e tutelare intere zone soggette a riforestazione urbana e per giunta con lo spreco di ingenti risorse pubbliche, visto che poche settimane dopo gli interventi le stesse zone si trasformano in un cimitero di piante trascurate e ormai rinsecchite.

E’ quanto si sta verificando nella pineta delle Acque Rosse di Ostia in via Tancredi Chiaraluce dove un’iniziativa di questo tipo è naufragata miseramente, mentre a pochi chilometri di distanza, nel quartiere residenziale dell’Axa, alla fine del mese di maggio scorso, il sindaco Roberto Gualtieri, teneva a battesimo un’area dove si era appena conclusa un’operazione di restyling del verde urbano.

Nulla di più ipocrita se si considera che, nel settore situato in via dell’Appagliatore alle spalle del depuratore Acea, solo nel mese di febbraio l’Ama aveva effettuato lavori di bonifica delle discariche presenti in zona e piantato migliaia di arbusti di altezza compresa tra i 20 e i 50 centimetri.

A distanza di tre mesi almeno l’80 per cento delle piantine non ha più dato segni di attività vegetativa.

Nessuno si è fatto carico di irrigare essenze cresciute in mezzo a calcinacci e scarti di plastica nell’immondezzaio ripulito dalla società municipalizzata di gestione del ciclo dei rifiuti nonostante che, per il progetto, siano stati spesi circa 1,8 milioni di euro di fondi pubblici provenienti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr).

Spese che, sostiene il Laboratorio di urbanistica LaBur, avverrebbero tra l’altro su un terreno di proprietà della famiglia Aldobrandini ma di cui il Comune di Roma non ha la piena titolarità.

“Dei 17,99 ettari totali di forestazione, 2 terreni (le particelle del foglio 1079 nr. 2621 e 2626p), per un totale di 11 ettari, non risultano essere del Campidoglio -denunciano da Labur- tuttavia è stabilito che, ai fini dell’ammissibilità per l’erogazione dei fondi, la forestazione può essere realizzata su terreni di cui i comuni della Città Metropolitana (in questo caso Roma) hanno la disponibilità giuridica che non implica però la proprietà”.

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