Anzio segue Nettuno, verso lo stop della cittadinanza a Benito Mussolini

Dopo Nettuno anche Anzio vuole togliere la cittadinanza onoraria a Mussolini: chi è a favore, chi contro

Benito Mussolini

Il Consiglio Comunale di Anzio è chiamato a discutere martedì 27 maggio la revoca della cittadinanza onoraria conferita a Benito Mussolini nel 1924. La proposta, presentata dai gruppi di maggioranza – Partito Democratico, Apa, #Unaltracittà e Movimento 5 Stelle – rappresenta un importante passo simbolico verso il riconoscimento e la difesa della memoria storica della città.

Dopo Nettuno anche Anzio vuole togliere la cittadinanza onoraria a Mussolini: chi è a favore, chi contro

Il sindaco di Anzio, Aurelio Lo Fazio, ha espresso il suo sostegno alla mozione durante un incontro pubblico con Adele Di Consiglio, classe 1932, cittadina di Anzio di religione ebraica sopravvissuta alla persecuzione nazifascista.

Adele fu salvata durante il rastrellamento nel ghetto di Roma da un cuoco che la nascose spacciandola per sua figlia. Gran parte della sua famiglia, invece, fu deportata ad Auschwitz o assassinata alle Fosse Ardeatine.

Questa iniziativa non è nuova. Nel 2020 Anpi e Partito Democratico avevano proposto di conferire la cittadinanza benemerita ad Adele Di Consiglio e di revocare quella a Mussolini, ma l’amministrazione di centrodestra dell’epoca respinse la mozione.

A seguito di quella decisione, la scrittrice e testimone della Shoah Edith Bruck rifiutò il Premio della Pace che il Comune le aveva offerto in occasione dell’anniversario dello sbarco angloamericano del 1944.

Come Nettuno

Ora Anzio si muove seguendo il Comune di Nettuno, che pochi giorni fa ha ufficialmente revocato la cittadinanza onoraria a Mussolini con un voto in Consiglio Comunale.

La decisione è stata accolta con favore dall’ANPPIA (Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti), il cui presidente della Federazione di Roma, Paolo De Zorzi, ha espresso gratitudine tramite una lettera ufficiale.

Un atto che rende giustizia a quanti, donne e uomini, si opposero al regime fascista in nome della libertà, della giustizia e della democrazia”, ha fatto sapere De Zorzi, ricordando le sofferenze patite da molti oppositori del regime: il carcere, il confino ma anche la morte.

Non mancano, però, le polemiche. A Anzio, infatti, sebbene il sindaco sostenga la revoca, molti consiglieri della sua lista sono in dubbio. Inoltre, Fratelli d’Italia ha bollato la delibera come un “un atto ideologico”.

Il dibattito ad Anzio, dunque, non sarà solo una formalità, ma un momento di riflessione civica sul valore della memoria.