Elicotteri in sorvolo per Denisa Maria Adas: sono ore cruciali per le indagini sulla 30enne scomparsa

Elicotteri, unità cinofile, droni e volontari, stanno setacciando sei punti di interesse: la scomparsa di Denisa ad una possibile svolta

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Sono ore di massima tensione e frenetiche indagini a Prato per far luce sulla misteriosa scomparsa di Denisa Maria Adas, la donna di 30 anni residente a Roma, svanita nel nulla lo scorso venerdì 16 maggio. La città è sotto la lente d’ingrandimento delle forze dell’ordine, con elicotteri che sorvolano la zona e un’inchiesta che si fa sempre più serrata, e secondo indiscrezioni, forse ad una svolta.

Elicotteri, unità cinofile, droni e volontari, stanno setacciando sei punti di interesse: la scomparsa di Denisa ad una possibile svolta

La madre di Denisa, Maria Cristina Paun intanto, è convinta: “L’hanno presa, di sicuro è andata così. Non era mai successo prima. Da anni, ogni sera, Denisa mandava un messaggio per dire che stava bene”- le sue parole, cariche di dolore e preoccupazione, e che riecheggiano in un caso che sembra complicarsi di ora in ora.

La scomparsa e il preoccupante silenzio

Denisa Maria Adas si trovava a Prato per motivi di lavoro, alloggiando in un residence di via Ferrucci. Dallo scorso venerdì, 16 maggio, il suo telefono è muto e nessuno ha più avuto sue notizie. Un silenzio assordante e anomalo, come ha confermato sua madre.

L’ultima volta che la 30enne era stata vista era proprio venerdì, quando era arrivata in Toscana dopo essere stata convocata dai Carabinieri. Ed una frase pronunciata al telefono la sera della scomparsa e riferita da una testimone agli investigatori: “Se mi trovano, mi ammazzano”, è diventata il punto di partenza dell’inchiesta, coordinata dalla Procura di Prato, guidata dal procuratore Luca Tescaroli.

La stanza del residence e gli indizi che non tornano

Quando i Carabinieri del SIS (Sezione Investigazioni Scientifiche) e i colleghi di Prato e Firenze sono entrati nella stanza 101 del residence, dove Denisa era già stata altre volte per una serie di appuntamenti, hanno trovato una scena che solleva molti interrogativi.

La porta era socchiusa, con le chiavi nella toppa dall’interno, il letto rifatto e tutto in perfetto ordine. Nessuna traccia di sangue, nessun segno di colluttazione, eppure, mancavano alcuni effetti personali importanti: uno zaino di marca Gucci, un trolley rigido nero e uno bianco più piccolo. Trucchi, scarpe sull’armadio e la piastra per capelli erano invece rimasti lì.

Un dettaglio che ha colpito le amiche, che hanno rivelato come la 30enne non se ne separasse mai, e dunque questo è stato il primo segnale a portare l’indagine su una pista che potrebbe aver visto la donna costretta ad allontanarsi in fretta, senza avere il tempo di prepararsi.

Le ricerche e le tracce al computer

Le indagini dei Carabinieri si sono concentrate anche sull’auto di Denisa, una Fiat 500 rossa parcheggiata da giorni vicino al residence. Sono stati prelevati un coprivolante, uno spazzolino da denti e un indumento per le analisi del DNA, nella speranza di trovare indizi utili. L’intera struttura è stata ispezionata, anche se il passaggio di tante persone potrebbe aver già cancellato tracce utili.

Sotto la lente degli investigatori anche i contenuti di una chat di gruppo dove Denisa comunicava con altre escort, e dove la sera della scomparsa, Denisa avrebbe scritto il messaggio di allerta contro un cliente “pericoloso”, mentre i due cellulari della ragazza risultano spenti da giorni, e proprio in quei dispositivi potrebbe nascondersi la risposta al caso.

Gli ultimi contatti con due uomini

Le telecamere di sicurezza del residence poi, hanno immortalato due uomini la sera della scomparsa. Il primo, uscito alle 20:45, ha fornito un alibi che sembra reggere, mentre il secondo è considerato l’ultimo cliente, e sarebbe rimasto nella stanza fino alle 23:35.

Quest’ultimo che è stato identificato, avrebbe effettuato tre chiamate prima di incontrarla ma non è stato ancora ascoltato dagli inquirenti, e si ritiene possa vivere fuori provincia. Per questo motivo, è stato attivato il RACIS (Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche) per fornire  supporto alle indagini.

Le ricerche si intensificano

Oggi, mercoledì 21 maggio, la macchina delle ricerche ha ripreso con forza. Le operazioni si sono concentrate nella zona del Lecci, lungo il viale Alcide De Gasperi, un’area di campagna a circa 1,5 km dal residence, dove si trova anche il lago degli Alcali.

I Carabinieri stanno impiegando unità cinofile, droni, elicotteri e volontari della Protezione Civile. Sei i punti sotto osservazione, tra cui i giardini di Mezzana e la pista ciclabile dietro l’istituto Buzzi.

Nel pomeriggio, due amiche della donna sono state ascoltate a lungo, e gli interrogatori hanno lasciano trapelare un cauto ottimismo: gli inquirenti parlano di una possibile svolta nelle prossime ore.