Droga, armi rubate e 20mila euro: blitz nel covo dell’uomo chiave per lo spaccio tra Magliana e Trastevere

Braccato dai poliziotti a Magliana: si era barricato nel covo dello spaccio per impedire la perquisizione e contattare il suo legale 

Blitz della Polizia di Stato a Magliana, dove gli agenti hanno arrestato un romano, rivelatosi una figura chiave dello spaccio tra il quartiere di Roma sud e il cuore di Trastevere.

Braccato dai poliziotti a Magliana: si era barricato nel covo dello spaccio per impedire la perquisizione e contattare il suo legale

L’operazione, frutto di settimane di indagini e appostamenti da parte degli agenti del Commissariato Trastevere, ha permesso di smantellare una vera e propria base operativa per lo spaccio situata nel mini appartamento dell’uomo, dove aveva occultato ingente quantità di droga, armi rubate e  munizioni e migliaia di euro in contanti, probabile provento del business dello spaccio.

Sotto sorveglianza l’appartamento sospetto

Gli investigatori del Commissariato Trastevere avevano da tempo messo nel mirino una piccola abitazione nella zona della Magliana, sospettata di essere un punto nevralgico per il traffico di sostanze stupefacenti.

Per questo, con la massima discrezione, gli agenti avevano avviato una meticolosa attività di sorveglianza, tenendo l’obiettivo sotto stretta osservazione a distanza.

Un lavoro di intelligence, ha permesso di raccogliere prove cruciali e  delineare un quadro chiaro delle attività illecite che si svolgevano all’interno e all’esterno dell’immobile, che hanno dato il via all’intervento dei poliziotti.

Il business dello spaccio a Trastevere

Il 30romano era finito al centro delle attenzioni della polizia a causa di crescenti sospetti sul suo coinvolgimento in attività di spaccio che si estendevano dalla Magliana fino al noto quartiere di Trastevere.

Una volta che i riscontri investigativi hanno fornito un quadro inequivocabile della situazione, gli agenti hanno deciso che era giunto il momento di agire, ed hanno atteso il momento propizio, cogliendo il giovane mentre usciva dallo stabile e si dirigeva in un vicolo cieco, dove è stato osservato incontrare, in due diversi momenti, alcuni individui a bordo di un’automobile, presumibilmente clienti.

Dopo questi incontri poi, il sospettato aveva tentato di dileguarsi per evitare “occhi indiscreti”, ma il pedinamento fino alla sua abitazione, lo ha messo faccia a faccia con gli agenti che lo attendevano per la perquisizione.

Il passaggio bloccato per impedire la perquisizione domiciliare

Una volta giunti all’abitazione, il trentenne ha tentato inizialmente di ostruire il passaggio agli agenti, barricandosi all’interno e cercando di guadagnare tempo per contattare il suo legale di fiducia. Solo dopo aver terminato la chiamata ha deciso di aprire la porta.

La perquisizione domiciliare infine, ha confermando ogni sospetto degli investigatori. All’interno dell’abitazione è stata scoperta la sua base operativa, con hashish già confezionato per la vendita al dettaglio, diversi bilancini di precisione per il dosaggio della droga, numerosi telefoni cellulari presumibilmente utilizzati per i contatti con i clienti e, una somma di 20mila euro in contanti, ritenuta provento dello spaccio.

Nell’incavo di un armadio poi, c’era anche un piccolo arsenale con una pistola modello revolver, risultata provento di un furto, e ben 51 munizioni.

L’Arresto e le accuse

Il 30enne romano è stato quindi immediatamente arrestato, e ora le accuse a suo carico sono di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione abusiva di armi e ricettazione per la pistola rubata.

L’arresto è stato successivamente convalidato dall’autorità giudiziaria, l’indagato deve essere considerato presunto innocente fino all’accertamento definitivo con sentenza di condanna.