Dopo il rosario, per sfregio la profanazione della croce. Il 13 maggio, alle ore 21, Don Antonio Coluccia, sacerdote impegnato da anni nella lotta alla criminalità, ha guidato la recita del Rosario in via dell’Archeologia, nel quartiere di Tor Bella Monaca, una delle zone più colpite dallo spaccio nella Capitale. Con lui, una comunità di ex tossicodipendenti, l’emittente Radio Megafono 48 e l’Associazione Luce Sia, uniti sotto la protezione della Vergine Maria per portare un messaggio di speranza e rinascita.
Il rosario guidato da Don Antonio Coluccia nel cuore dello spaccio romano viene seguito dal furto della croce ritrovata in una discarica: nuovo atto intimidatorio?
Il luogo scelto, conosciuto come la “Crack House”, è simbolo del degrado e della presenza radicata della criminalità. Un gesto forte, di testimonianza viva, che ha voluto opporsi alla cultura della droga e della violenza attraverso la fede e la preghiera.
Ma la risposta non si è fatta attendere. Durante la notte, la croce di Gesù è stata divelta e gettata in una discarica abusiva. Solo grazie all’intervento di cittadini onesti è stato possibile ritrovarla.
L’associazione Luce Sia: “Atto vile. Non ci fermeranno”
“Un atto vile e offensivo non solo verso il simbolo della nostra fede, ma anche verso chi, come Don Antonio, lotta ogni giorno per restituire dignità a questi luoghi”, ha dichiarato l’Associazione Luce Sia, che condanna con forza quanto accaduto.
Nel comunicato, l’associazione ribadisce la propria solidarietà a Don Coluccia e a tutte le persone impegnate in prima linea contro il narcotraffico e il degrado sociale:
“Continueremo la nostra opera di sostegno e preghiera. Nessun atto intimidatorio ci fermerà. Il Vangelo ci insegna amore e perdono, ed è con questi valori che rispondiamo alla violenza”.
Don Coluccia nel mirino
Don Coluccia è da tempo al centro di contestazioni e intimidazioni. Tra le ultime al Qarticciolo dove durante una manifestazione antidroga è stato accolto con lanci di bottiglie.

















