Musei statali di Roma, Ostia e Tivoli: a parte il record del Colosseo, il sistema traballa

Nel 2024 il Colosseo si conferma museo statale più visitato in Italia con un trend di crescita mostruoso ma il gran parte del resto dei siti romani va in negativo. Tivoli perde presenze, Ostia cresce troppo poco

Con quasi 15 milioni di visitatori e introiti per circa 102 milioni il Colosseo si conferma quello dei musei statali più acclamati nel 2024. Un trend che, però, non trascina gli altri monumenti di Roma e che sembra addirittura vampirizzare i siti più preziosi non solo romani ma anche del resto della provincia, Tivoli in primo luogo.

Nel 2024 il Colosseo si conferma museo statale più visitato in Italia con un trend di crescita mostruoso ma il gran parte del resto dei siti romani va in negativo. Tivoli perde presenze, Ostia cresce di poco

E’ l’analisi che deriva dalla lettura dei dati sul numero di visitatori e sugli introiti dei 30 musei statali più visitati d’Italia l’anno scorso. Il trend nazionale è in forte crescita, sia per numero di visitatori paganti (poco più di 60 milioni con un più 5,3% sull’anno 2023) che per introiti (circa 382 milioni di euro ovvero più 23%). Roma si conferma la città con maggior numero di musei nella top 30 con 7 siti ai quali vanno aggiunti quelli nelle immediate vicinanze di Tivoli e di Ostia. Attenzione, però, perché per la Città Eterna non è tutto oro ciò che riluce.

Al di là del sempre più crescente successo del Colosseo (14.733.395 visitatori ovvero più 16,5% rispetto al 2023 per un incasso di 101.902.884 euro pari a un più 22,15%) i restanti musei statali di Roma non hanno avuto una crescita così ampia. Tutti restano con una crescita sotto la media nazionale del 5,3% e anzi, in qualche caso, c’è stata addirittura una regressione nelle statistiche rispetto all’anno precedente. E’ il caso, per fare un esempio, di Castel Sant’Angelo e Passetto: quel monumento nella classifica nazionale mantiene il sesto posto con 1.315.063 visitatori e 11.813.209 euro di incasso. Il numero di accessi è diminuito, però, dello 0,5% rispetto al 2023. Sorte ancora più nefasta per il Museo Nazionale Romano di Palazzo massimo con annesse Terme di Diocleziano e Palazzo Altemps: il calo in questo caso è stato vertiginoso: meno 11,1% rispetto all’anno prima ovvero un totale di 284.937 visitatori con retrocessione dalla posizione 24 a 27 nella top 30 nazionale.

Altrettanto impietose sono le statistiche per le Terme di Caracalla che fanno registrare un meno 10,6% di presenze che nel 2024 sono state 258.687: ora occupano l’ultimo posto della top 30 nazionale perdendo quattro posizioni rispetto all’anno prima.

A Roma peggiora la sua posizione in graduatoria, scalando al 10mo all’11mo posto nella graduatoria nazionale, anche se con un pressochè impercettibile miglioramento statistico il Vittoriano con annesso Palazzo Venezia: più 0,9% di visitatori che nel 2024 sono stati 672.230. Mantiene la posizione numero 13 nella top 30 la Galleria Borghese con leggero incremento (1,4%) nel numero complessivo di ingressi pari a 599.104.

Il caso del Pantheon

Un caso a parte, che non può entrare nelle valutazioni dei trend, è quello del Pantheon. Con 4.086.947 visitatori si classifica al quarto posto nella top 30 del 2024. L’incasso lordo è stato 14,712.752 euro ma una quota parte (1,5 euro sui 5 del biglietto) saranno destinati alla Diocesi di Roma. Ci sono buone speranze ma non si può valutare il trend semplicemente perché i dati dell’anno precedente sono falsati dal fatto che fino al 1° luglio 2023 l’ingresso era gratuito.

Amarezza a Tivoli

Si riduce di quasi 20mila unità il numero delle presenze nelle splendide ville di Tivoli. Villa d’Este e Villa Adriana, infatti, pur mantenendo la nona posizione nella graduatoria nazionale, perdono il 2,6% dei visitatori riducendo il totale a 729.907 accessi. In questo, evidentemente, Tivoli sconta i problemi di mobilità, in primo luogo sui collegamenti ferroviari con Roma e poi di parcheggio all’interno della città.

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Una veduta di Villa d’Este

Ostia, se ci sei batti un colpo

Nonostante sia unanimamente riconosciuta come il sito archeologico di pari fascino con quello di Pompei (che però fa 4.267.233 visitatori l’anno e registra un trend del più 4,2%), l’area archeologica di Ostia Antica migliora solo lievemente la sua performance. Pur mantenendo la posizione 25 della classifica nazionale, gli accessi nel 2024 sono stati 320.028 con un risicato più 1,7% rispetto all’anno prima. Un numero assoluto che resta di oltre tredici volte distante da quello di Pompei ma anche largamente inferiore al trend nazionale del 5,3%.

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Nella foto il Tempio Capitolium in Ostia Antica dedicato a Giove, Giunone e Minerva – canaledieci.it

In questo caso, tra le ragioni che maggiormente influiscono sulla deludente performance di Ostia non vi è solo l’attrattiva romacentrica verso i turisti ma anche la difficoltà di collegamento con la Capitale: con la via del Mare congestionata a qualsiasi ora e con la Metromare inaffidabile per funzionamento e puntualità, resta difficile spingere gli ospiti a scoprire le bellezze archeologiche del litorale. E non ha funzionato neanche l’esperimento di dirottare verso gli Scavi con bus dedicati quella parte di viaggiatori in transito nell’aeroporto di Fiumicino costretti a soste di qualche ora.