Tre carabinieri feriti durante una operazione anti droga: la zona rossa dell’Esquilino resta sotto assedio dei pusher. Qui lo spaccio non prevede stop. L’ultimo tentativo di altolà alle forze dell’ordine risale al Primo Maggio.
Pusher assediano i carabinieri durante un blitz antidroga all’Esquilino: un arresto e tre militari feriti
Coi romani riversati fuori porta, nelle ville o al Concertone, i pusher nel giorno della festa dei lavoratori spacciano droga sui marciapiedi. Il caos scoppia quando due pattuglie dei carabinieri in borghese, decidono di fermare un sospettato che, in via Principe Amedeo vicino al Mercato Esquilino, ha appena ceduto una bustina in cambio di denaro.
Verrà identificato come un 23enne originario del Congo. Ha altre bustine di crack in tasca e un complice, un senegalese di 20 anni, che gli guarda le spalle.
Al momento del fermo, la situazione degenera. Intorno ai carabinieri si radunato un gruppo di una decina di persone, in prevalenza stranieri, chi guarda un po’ in lontananza, chi pronto a intervenire e chi aggredisce i militari sferrando calci e pugni. (I militari saranno costretti a chiamare i rinforzi).
Tre dei sei carabinieri in servizio verranno refertati in pronto soccorso: la prognosi iniziale è di tre giorni, ma uno di loro ha poi scoperto il giorno successivo di avere una frattura a un dito, allungando i tempi di guarigione a quasi un mese.
Il bilancio
Il blitz con aggressione dei militari si chiude col bilancio di un pusher arrestato (l’amico se la cava con una denuncia) e tre carabinieri feriti.
Una scena già vista in altri quartieri difficili della Capitale, come al Quarticciolo. A marzo un tunisino ha reagito a un controllo della polizia con un machete.


















