Concessionaria Tesla in fiamme, rivendicazione shock: “Siamo stati noi. Ecco perché”

Confermata da una lettera diffusa su social la pista seguita dalla Digos dopo il rogo della sede  Tesla di Roma

I vigili del fuoco sul posto

La vicenda del devastante incendio che, nella notte tra il 30 e il 31 marzo scorso, ha distrutto la concessionaria Tesla di via Serrapicola a Roma, e 17 veicoli elettrici, ha trovato in queste ore una rivendicazione ufficiale.

Confermata da una lettera diffusa su social la pista seguita dalla Digos dopo il rogo della sede  Tesla di Roma

Attraverso una lettera diffusa su siti web vicini all’area anarchica, il gesto è stato apertamente ammesso: “Siamo stati noi”.

La confessione giunge a distanza di settimane dall’evento, che il referente italiano di Elon Musk, Andrea Stroppa, aveva categoricamente definito come un atto di “terrorismo” vero e proprio, per la sua tempistica e la portata dei danni inflitti al centro Tesla del quartiere Torre Angela.

Anarchici contro Musk: la “Tesla” elettrica “Simbolo dei ricchi tecno-fascisti”

Nella rivendicazione degli attivisti anarchici le critiche feroci sono tutte rivolte ad Elon Musk, fondatore della Tesla, definendolo senza mezzi termini il “male assoluto”.

L’imprenditore è stato attaccato su più fronti, sia per la sua passata collaborazione con l’amministrazione Trump, che per il suo ruolo nello sviluppo dell’intelligenza artificiale e per il suo progetto di “colonialismo” spaziale attraverso la sua compagnia Space X.

Nel mirino degli anarchici però, soprattutto la casa Tesla, produttrice delle automobili elettriche ipertecnologiche, “status symbol dei ricchi tecno-fascisti”, e che rappresenterebbero un tassello del “piano di controllo urbano totalitario delle Smart City”, per via delle telecamere integrate a bordo dei veicoli.

“L’unica Tesla che ci piace è quella che brucia”: nella rivendicazione

La lettera di rivendicazione si conclude poi con la vera e propria confessione:

“Per questi e tanti altri motivi, nella notte tra il 30 e il 31 marzo abbiamo deciso di dare anche noi il benvenuto alla primavera, in una fredda notte, scaldata dall’incendio di 17 automobili nell’unica concessionaria Tesla di Roma. Rivendichiamo di essere quei difetti che il progetto di personaggi come Musk vorrebbe estirpare” – il testo della lettera che chiude con una frase lapidaria: “L’unica Tesla che ci piace è quella che brucia”.

La rivendicazione anarchica ha aperto in queste ore nuovi scenari investigativi sulle motivazioni del gesto.