Caso di meningite nel carcere di Regina Coeli: detenuto finisce in ospedale in terapia intensiva

Paura per possibile focolaio di meningite. I sindacati: "Regina Coeli tra gli istituti più sovraffollati. Situazione che comprime la sicurezza"

Paura per un possibile focolaio di meningite a Regina Coeli, dove un preoccupante caso di infezione ha destato allarme all’interno del carcere romano. Un detenuto ha contratto il virus ed è stato trasferito d’urgenza nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Spallanzani specializzato in malattie infettive, dopo un primo ricovero al Santo Spirito.

Paura per possibile focolaio di meningite. I sindacati: “Regina Coeli tra gli istituti più sovraffollati. Situazione che comprime la sicurezza”

Il collo delle condizioni di salute del detenuto, è avvenuto nella mattinata di lunedì 7 aprile dalla casa circondariale di Trastevere, e la gravità delle sue condizioni, lo avrebbero fatto giungere già in coma all’ospedale Santo Spirito. Attualmente, da dove l’uomo è stato trasferito in terapia intensiva e in isolamento presso lo Spallanzani.

Infezione da meningite potenzialmente letale contratta in Carcere

La circostanza che l’infezione potenzialmente letale sia stata contratta all’interno del carcere di Regina Coeli ha immediatamente sollevato serie preoccupazioni per la salute degli altri detenuti e del personale penitenziario.

All’interno dell’istituto carcerario, l’alta densità di popolazione aumenterebbe peraltro il significativamente il rischio di contagio, rendendo necessaria un’azione rapida e mirata per contenere la diffusione della malattia.

A seguito della conferma del caso di meningite, l’Asl Roma 1, ha immediatamente attivato il protocollo sanitario previsto in questi casi, per il presidio sanitario del carcere di Regina Coeli.

La profilassi dopo il caso accertato

La profilassi secondo in discrezioni, sarebbe stata estesa anche agli autisti delle ambulanze che hanno trasportato il detenuto 40enne dal carcere di Regina Coeli prima al Santo Spirito e successivamente all’ospedale Spallanzani. Fortunatamente, i primi risultati dei test effettuati su tutti coloro che sono entrati in contatto con l’uomo affetto da meningite, avrebbero dato esito negativo.

Indagini sulle condizioni igienico-sanitarie del Carcere

L’emergere di questo caso di meningite ha inevitabilmente riacceso i riflettori sulle condizioni igienico-sanitarie del complesso carcerario di Regina Coeli, da tempo oggetto di denunce da parte di associazioni e sindacati.

Le autorità competenti avvieranno ora approfondite indagini sulle condizioni ambientali all’interno della struttura, mentre l’allerta all’interno del carcere rimane alta per la popolazione carceraria e il personale. La situazione continua ad essere monitorata attentamente dalle autorità sanitarie e penitenziarie.

Regina Coeli sovraffollamento record e allarme sicurezza: la denuncia dei sindacati

Il carcere romano di Regina Coeli versa in una situazione di sovraffollamento insostenibile, con oltre 1000 detenuti a fronte di una capienza prevista di circa 600, un’eccedenza di oltre 450 persone. Una drammatica condizione che comprime in maniera inaccettabile la sicurezza interna dell’istituto, a cui si è aggiunto il recente caso di meningite.

Non risultano al momento ulteriori contagi dopo l’attuazione della profilassi – ha rassicurato Massimo Costantino, Segretario Generale FNS CISL Lazio ma è prioritaria una risposta concreta da parte di tutte le autorità competenti, per affrontare la carenza di organico e rivedere la dotazione organica a livello regionale per gli istituti, perché solo superando il sovraffollamento si potrà tornare a esercitare un controllo adeguato su chi realmente deve rimanere in carcere” – ha dichiarato.