Tesla bruciate a Roma, indaga la Digos. La pista anarchica contro Elon Musk

Digos al lavoro per il rogo alla concessionaria Tesla di Torre Angela: non si esclude la pista anarchica 

L'incendio nella concessionaria Tesla

Il fuoco nel concessionario Tesla di Roma, a Torre Angela, che all’alba di ieri, 31 marzo, ha fatto contare 17 vetture bruciate, si è scatenato a poco più di 24 ore dal Tesla Takedown lanciato negli Stati Uniti contro la Tesla per punire il suo patron Elon Mask, braccio destro di Trump, per la loro politica interna es estera.

Digos al lavoro per il rogo alla concessionaria Tesla di Torre Angela: non si esclude la pista anarchica

Per gli inquirenti potrebbe trattarsi di un attacco doloso, forse ad opera di anarchici.  E per questo le indagini sono state delegate alla Digos.

Chi indaga ora sta cercando di accertare se possa esserci un filo comune tra l’incendio alla concessionaria Tesla e altri attacchi incendiari. A partire da quello al commissariato di Albano che la notte del 24 febbraio ha mandato in fumo 14 volanti e quello della notte tra l’8 e il 9 febbraio alla caserma dei carabinieri della compagnia di Castel Gandolfo dove è stato lanciato del liquido infiammabile su più gazzelle.

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L’incendio nella concessionaria Tesla

Il primo a non avere dubbi sulla matrice dell’attacco è lo stesso Musk: “Non è un incendio in un negozio, è un attacco terroristico”.

Le modalità dell’episodio fanno ritenere possibile che sia stato di matrice anarchica antagonista”, la risposta del nostro ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

Torre Angela come Ottersberg

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I vigili del fuoco sul posto

Nella concessionaria Tesla di Roma come a Ottersberg. Nei giorni scorsi a Ottersberg, in Germania, qualcuno ha incendiato altre otto Tesla e a Saint-Chamond, nella Loira francese, sono state sabotate dodici colonnine di ricarica elettrica.

Il Tesla Takedown

Le proteste contro Elon Musk e la sua casa automobilistica Tesla si allargano in tutto il momdo.

L’iniziativa, nata a inizio anno, ha avuto uno dei suoi momenti clou proprio il 29 marzo (con manifestazioni sia in Usa che in Europa) è stata battezzata Tesla Takedown.

L’idea è di boicottare l’azienda con varie modalità: non acquistare più queste auto, indurre a cederle, e spingere i finanziatori a cedere le azioni, in modo da far crollare il titolo intaccare l’immensa ricchezza del del miliardario.