La Regione Lazio certifica il primato del reparto di Oculistica del Grassi di Ostia negli interventi di cataratta

Azzerate le liste d’attesa per gli interventi di rimozione della cataratta all’ospedale di Ostia. In arrivo una seduta chirurgica in più

L’Oculistica del Grassi viene certificata dalla Regione Lazio come la prima Unità Operativa Complessa Regionale nell’erogazione di interventi di cataratta nel corso del 2024. Un primato che inorgoglisce e che pone l’ospedale di Ostia come eccellenza al centro dell’assistenza regionale di questa patologia sempre più diffusa.

Azzerate le liste d’attesa per gli interventi di rimozione della cataratta all’ospedale di Ostia. In arrivo una seduta chirurgica in più

I dati inviati dalla Regione Lazio nelle scorse settimane, che tengono in conto anche i tempi d’attesa, dimostrano che nel 2024, su 5400 interventi complessivi eseguiti, l’UOC di Oculistica ha eseguito 3300 interventi di cataratta azzerando completamente la lista d’attesa dei pazienti presenti prima del 2023 e riducendo a soli 455 gli interventi da eseguire in attesa dal 2024. Nel primi tre mesi del 2025 sono già stati eseguiti oltre 1500 interventi e di questi 880 sono di cataratta con innegabile soddisfazione sia per i cittadini che a noi si rivolgono che per i professionisti che operano all’interno della struttura.

L’ Unità Operativa Complessa di Oculistica dell’Ospedale G.B. Grassi risulta da molti anni una realtà dell’assistenza sanitaria erogata dall’Ospedale e tale risultato dimostra l’innegabile passione dimostrata negli anni dal Direttore della UOC, Andrea Niutta, che ha sempre implementato, fin dal 2001, epoca in cui diventò Primario, l’offerta assistenziale erogando prestazioni di qualità ed appropriate anche in periodi della pandemia Covid quando la maggior parte delle strutture di oculistica erano chiuse.

Caso virtuso di incoming assistenziale

Dietro ad un simile imponente lavoro, che vede coinvolte molte linee di attività dell’ospedale, si rivela il lavoro evidente che ogni singolo reparto e servizio ha effettuato nell’interesse dei pazienti che al reparto di Oculistica si rivolgono spesso provenendo da altre aree geografiche regionali dove non riescono a veder soddisfatti i propri bisogni assistenziali.

Chiesto un parere dei dati prodotti al Dr. Niutta, il Primario si è limitato a rispondere di essere molto soddisfatto del risultato che è stato raggiunto solamente grazie alla particolare sensibilità da parte di tutti gli attori coinvolti e grazie a un senso di appartenenza alla missione dimostrato da medici, infermieri, ausiliari, supporto amministrativo e sanitario, farmacia, laboratorio analisi, cardiologia e radiologia . “I volumi di attività espressi non sarebbero stati erogati senza l’impegno dimostrato da tutti e quindi credo che sia, giusto ed onesto da parte mia, dire grazie a tutti quelli che hanno permesso che tale risultato fosse raggiunto e sanità venisse erogata in modo puntuale e senza tempi di attesa biblici ai cittadini, che a noi si sono rivolti, per veder risolto un problema importante come la mancanza di vista” sottolinea Niutta che alla ricerca di una miglior funzionalità del reparto aveva anche minacciato di dimettersi.

Un primato confermato anche durante l’emergenza Covid

Il reparto di Oculistica dell’ospedale Grassi di Ostia si è dimostrato particolarmente efficiente nel corso degli ultimi dieci anni effettuando, anche in piena emergenza Covid, oltre 2100 interventi, pur restando chiuso toltalmente per alcuni mesi. La Regione Lazio, in quella occasione, ridimensionò la scelta di trasformare il Grassi in un ospedale esclusivamente per la cura del covid. Un’efficacia confermata anche negli anni successivi che va condivisa con gli uffici amministrativi della Asl Roma 3 che hanno curato e curano le gare, continuando a fare un lavoro silenzioso ma prezioso, ed i colleghi farmacisti che hanno permesso di avere sempre il materiale disponibile per poter affrontare in modo programmato e sicuro ogni tipo di intervento.

Nella catena di collaborazioni, va riconosciuto un ruolo prezioso anche a quello degli anestesisti, che permettono sempre di operare e valutare i pazienti, senza i quali i lusinghieri risultati non sarebbero stati raggiunti, vista anche la grave carenza di organico che pesa sul loro servizio. Il personale infermieristico è sempre stato all’altezza e disponibile, così come gli ausiliari, permettendo anche di eseguire sedute aggiuntive, per abbattere le liste d’attesa che si erano create per la pandemia.

Non ultimo, spicca il ruolo del team che ha permesso di preparare i pazienti e cioè gli addetti alla pre ospedalizzazione, al laboratorio analisi, alla cardiologia e alla radiologia.

La UOC di Oculistica ha continuato ad erogare ed eroga prestazioni di particolare complessità e con un rischio operatorio che può sembrare basso ma solo chi esegue quotidianamente decine di interventi sa che la complicanza è sempre dietro l’angolo e cercare di rendere facile un intervento difficile con utilizzo di apparecchiature sofisticate è un compito che solo noi medici possiamo assumerci e valutare caso per caso.

L’attività chirurgica effettuata abbraccia tutti gli ambiti dell’oftalmologia e viene eseguita esclusivamente in regime ambulatoriale e/o di day Hospital, con particolare attenzione alla cura delle malattie degenerative correlate all’età, quali degenerazione maculare senile, cataratta, glaucoma e malattie retiniche senza ricoveri ordinari che sono stati completamente abbandonati ndal 2001.

In arrivo una seduta chirurgica oculistica in più

I volumi di attività prodotti negli anni e la soddisfazione dei pazienti stessi che si rivolgono al centro, in numero sempre maggiore, hanno indotto la Direzione Generale Aziendale, ed in modo particolare il Direttore Sanitario Aziendale, ad attivare un programma di implementazione delle attività di Oculistica aprendo, nelle prossime settimane, una nuova seduta operatoria pomeridiana.

Tale scelta appare ,infatti, indispensabile in quanto, a far data dal 1 Gennaio 2025, è stato necessario cedere una seduta operatoria ad una articolazione interna del Dipartimento di Chirurgia e tale scelta avrebbe portato ad una riduzione del 10% degli interventi di cataratta con allungamento dei tempi d’attesa per i cittadini. Nell’ambito di una migliore organizzazione si è, inoltre, ulteriormente implementata l’attività di integrazione territorio/ospedale per far si che al Grassi arrivino soltanto pazienti già selezionati dai servizi territoriali e che quindi accedano direttamente alla prestazione diagnostica, parachirurgica e chirurgica.

Il primario Niutta si augura che il dato prodotto e certificato dalla Regione Lazio sia motivo di orgoglio per il nuovo Direttore Generale che sta per insediarsi e che la situazione di malessere che serpeggia in molti all’interno dell’Ospedale venga tenuta nel giusto conto dall’Amministrazione al fine di permettere una rinascita dell’Ospedale che deve far fronte a bisogni di sanità di un numero elevato di cittadini che purtroppo invecchiano sempre di più e che devono cercare in altre strutture quello che non riescono a trovare nel loro ospedale.