E’ passata dai caschi bianchi ai poliziotti del commissariato Lido l’indagine sulla morte di Claudio Celletti, il netturbino Ama di 63 anni investito il 4 marzo in uno spiazzo sterrato a largo delle Marianne e morto dopo una settimana di agonia. Non si esclude l’omicidio volontario. Come anticipato da Canaledieci Celletti non sarebbe stato travolto involontariamente ma da un inseguitore in Suv.
Claudio Celletti sarebbe stato centrato alle spalle dal Suv dopo una discussione al parco per i cani: le indagini
Un’auto scura che lo avrebbe centrato, di spalle, proprio mentre lui cercava di salire sulla sua. Secondo la ricostruzione degli investigatori il netturbino avrebbe avuto poco prima una discussione con una persona, un uomo, perché il cane di grossa taglia di quest’ultimo avrebbe aggredito il suo. A confermare la volontarietà dell’investimento alcuni testimoni, già ascoltati.
La discussione sarebbe avvenuta vicino alla pineta di Acqua Rosssa frequentata da chi fa jogging ma anche da chi porta a passeggio i cani.
Qui sarebbe spuntato un molossoide che avrebbe aggredito il cane di Celletti. Poco dopo viene investito. Claudio Celletti stava risalendo in macchina con la compagna quando è stato centrato alle spalle.
Sono le tre del pomeriggio del 4 marzo. Il suo cane viene sbalzato ma ce la fa, lui oltre all’urto batte la testa a terra, forse sul marciapiede o su un’altra auto, e le sue condizioni appaiono subito disperate. Per tentare di salvarlo viene spedita una eliambulanza che lo porterà al San Camillo.
Ieri l’ultimo saluto
Ieri, sabato 22 marzo, i funerali nella chiesa di Nostra Signora di Bonaria, a Ostia. Tra i familiari disperazione ma anche rabbia. “Sei stato sempre un ragazzo sincero, leale, generoso. Scanzonato sì, ma sempre simpatico e giocherellone – lo ha salutato il cugino – Sempre pronto ad intervenire per difendere i più deboli, i più indifesi.
I prepotenti non ti sono mai piaciuti…già….Fin quando la vita prende una svolta improvvisa, impensabile e irreversibile…E dove tutto finisce in un investimento stradale…”.