Giancarlo Santagati, il 55enne arrestato con l’accusa di tentato omicidio nei confronti dell’ingegnere Vittorio Rapisarda, si è presentato oggi, tramite collegamento dal carcere di Viterbo, all’interrogatorio di garanzia davanti al Gip durante il quale ha tuttavia scelto di non rispondere alle domande del giudice, avvalendosi della facoltà di non rendere dichiarazioni.
Rapisarda fu preso a bastonate nell’androne del condomino: ridotto in gravi condizioni con 21 violenti colpi
L’aggressione ai danni di Vittorio Rapisarda avvenne il 4 ottobre scorso, quando l’ingegner Rapisarda, provveditore alle Opere pubbliche del Lazio, fu brutalmente aggredito nell’androne del suo condominio, a pochi passi da Piazza di Spagna.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, Santagati avrebbe colpito la vittima con un bastone, e poi con lo stesso avrebbe continuato ad infierire sulla vittima fino a lasciarla a terra in condizioni critiche, e poi fuggire sottraendogli un borsone contenente effetti personali.
Le indagini dei Carabinieri, coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma, erano però riuscite, attraverso l’analisi delle immagini della videosorveglianza di zona, a riprendere l’aggressore mentre con il volto parzialmente travisato da una mascherina chirurgica, si aggirava nei pressi del condominio.
I fatti raccontati dalle immagini della videosorveglianza
E proprio quelle immagini, hanno giocato un ruolo cruciale nell’identificazione del presunto responsabile, permettendo agli investigatori di ricostruire la dinamica dell’aggressione e individuare Santagati come il principale sospettato.
L’uomo già noto alle forze dell’ordine, sarebbe riuscito ad entrare nel condominio di Rapisarda fingendosi un elettricista incaricato di effettuare interventi sul quadro elettrico. Una volta all’interno poi, avrebbe atteso il passaggio della vittima e l’avrebbe aggredita alle spalle, colpendola dapprima violentemente alla testa e poi, una volta a terra, con altri venti colpi su tutto il corpo.
Il silenzio di Santagati e le prossime fasi dell’indagine
La decisione di Santagati intanto, che, assistito dal suo avvocato Paolo Delle Monache, ha scelto di non rispondere alle domande del Gip, sembra non pregiudicherà il prosieguo delle indagini. Gli inquirenti continueranno a raccogliere elementi e testimonianze per ricostruire il movente dell’aggressione e accertare le responsabilità dell’indagato.
L’attenzione degli investigatori si concentrerà ora sull’analisi dei tabulati telefonici, dei dati GPS e di altri elementi utili per ricostruire i movimenti di Santagati prima e dopo l’aggressione.