La trasformazione digitale della sanità rappresenta un’opportunità senza precedenti per il miglioramento dell’efficacia e dell’efficienza dei servizi sanitari, allo scopo di raggiungere il più possibile il cittadino in un’ottica di equità delle cure e di medicina personalizzata. Un processo fondamentale, altrettanto importante dell’impiego dell’intelligenza artificiale che si affaccia ora anche nella Medicina.
La medicina digitale è uno strumento fondamentale per una sanità al passo con i tempi ma spesso operatori e strutture si fanno trovare impreparate o in ritardo
La digitalizzazione ormai è presente in tutte le nostre attività, ma il sistema sanitario nazionale ne ha particolarmente bisogno perché è in forte difficoltà nella sua organizzazione sia amministrativa che clinica. E la digitalizzazione in questo senso può aiutare in tutti e due i casi perché dal punto di vista amministrativo può rappresentare un valido sistema per la sburocratizzazione ma soprattutto dal punto di vista clinico può disegnare i percorsi di diagnosi e di cura per i pazienti.
“Siamo di fronte a uno tsunami tecnologico a cui non corrisponde una preparazione degli operatori in generale – osserva il prof Fabrizio Ammirati, primario di Cardiologia dell’ospedale “G.B. Grassi” di Ostia e presidente di Simedi (Società italiana di Medicina digitale) – La prima cosa che bisognerebbe fare è creare dei percorsi di formazione che possano veramente aiutare a conoscere per esempio la cyber security, le blockchain, l’intelligenza artificiale, tutto quello che rappresenta la sanità digitale“.
“Spesso, quando si parla di sanità digitale, si parla di telemedicina – prosegue il prof Ammirati – La telemedicina è solamente una branca della sanità digitale e non è la sanità digitale a tutto tondo. Per compiere questo processo al meglio è fondamentale la formazione di tutto il personale sanitario“.
E’ per conseguire questo obiettivo che il prossimo venerdì 7 marzo si svolgerà a Roma, presso l’Hotel Belstey Aurelia di via Bogliasco 27, la sesta edizione del convegno cardiologia digitale promosso dalla Simedi. “I congressi dovrebbero servire a questo: a formare le persone che partecipano al congresso, ma anche a sperimentare le nuove innovazioni – evidenzia il presidente di Simedi – Per esempio nel nostro congresso metteremo a confronto le opinioni degli esperti con l’intelligenza artificiale, non in un’ottica di contrapposizione, perché l’intelligenza artificiale può rappresentare un ottimo partner per il clinico. La Simedi, che abbiamo fondato qualche mese fa, è una società nazionale che vede già il coinvolgimento di diverse regioni: la sua missione è proprio quella di promuovere l’integrazione del digitale nel sistema sanitario nazionale“.
Per iscriversi al convegno basta compilare il form dedicato sul sito internet della Simedi all’indirizzo midi2007.it o simedi.org.

I relatori del convegno Simed
Tra i relatori del convegno Simed del 7 marzo troviamo eminenti studiosi. Tra questi vanno segnalati: Giovanni Bisignani (direttore Cardio UOC ospedale Castrovillari Rossano), Laeonardo Calò (primario Cardio Pol.co Casilino), Paolo Cannas (dg Asl Nuoro), Federica Censi (Ist. Sup. Sanità), Cristina Chimenti (Pol.co Umberto I Roma), Giovanni Calcagnini (Dip.to Malattie cardiovascolari, Endocrino Metaboliche e Invecchiamento Ist.to Sup. Sanità), Gennaro Cice (Senior Cardiologist Pol.co Casilino), Sabina Ficilli (Direttrice UOC Cardio ospedale Colleferro), Vincenzo Panella (Senior Consultat management sanitario Cavalieri di Malta), Marco Rebecchi (presidente Aiac Regione Lazio), GiulioMaria Ricciuto (presidente Simeu Lazio), Andrea Saglietto (Città della Salute e dellaScienza di Torino), Stefano Strano (Policlinico Umberto I).
Intervista video di Giorgia Perla

















