Maricetta Tirrito, più nota come la paladina dell’antimafia del litorale, è stata condannata a 8 anni in primo grado per i maltrattamenti e gli abusi inflitti nella sua rsa illegale di Ardea e per cui è finita in carcere, la Silver Cohousing.
Per Maricetta Tirrito cade l’accusa di omicidio con dolo eventuale contestata per la morte di due anziani. Gli altri reati reggono
Nei confronti di Tirrito, accusata di omicidio con dolo eventuale, circonvenzione d’incapace, esercizio abusivo della professione medica, falso ideologico e materiale, aggravati, la procura puntava a una condanna ben più pesante: 27 anni di carcere.
La pena è stata, invece, così ridotta perché la Corte di Assise di Frosinone non ha riconosciuto il reato più grave, quello di omicidio con dolo eventuale che avrebbe visto vittime due anziani ospiti della Rsa di Ardea.
I reati riconosciuti abuso edilizio, circonvenzione di incapace, autoriciclaggio e falso ideologico. Oltre agli otto anni di reclusione la Corte ha disposto per ‘ormai ex paladina antimafia anche l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni.
Altre due condanne e una assoluzione
La stessa sentenza ha portato alla condanna di due coimputati: il braccio destro della Tirrito Silvana Loconte a due anni e tre mesi e un medico di base, la dottoressa Marina Endrjievschi, a due anni e sei mesi. Assoluzione piena, invece, per il compagno della Tirrito, Fabio Corbo.
Il rinvio a giudizio di Maricetta Tirrito, in carcere dal 12 dicembre 2023, era stato disposto dal Tribunale di Frosinone competente per le vicende legate alla cosiddetta “casa degli orrori” di Ardea, una Rsa abusiva in via Isernia che sarebbe stata fatta passare per una forma di cohousing.
Le accuse di omicidio con dolo eventuale si riferivano in particolare alla morte di Luigi Bonomo, un 72enne affetto da demenza senile e ospite della villetta, che sarebbe stato portato all’ospedale Sant’Anna di Pomezia quando ormai non c’era più niente da fare. La vittima sarebbe stata prima isolata dai suoi unici affetti, dei vicini di casa, poi spogliata di ogni bene.
A denunciare la Tirrito un infermiere, vicino di casa di Bonomo. Dubbi erano sorti anche sulla morte di unn anziano originario di San Benedetto del Tronto, Vincenzo Pica, secondo la ricostruzione della procura, al centro di un analogo sistema di spoliazione.
Ascesa e discesa di una paladina antimafia
Maricetta Tirrito è diventata famosa grazie a Matteo Salvini. Nel 2019 la fece salire sul palco di Bibbiano quando esplose lo scandalo “Angeli e demoni”. Poi si era fatta conoscere come paladina antimafia accanto a don Antonio Coluccia, il prete antispaccio di Tor Bella Monaca, con cui ha condiviso diverse iniziative tra Roma e il litorale. Mentre il VI municipio, guidato da Nicola Franco, aveva anche patrocinato corsi di formazione antiviolenza coordinati dalla Tirrito.
L’attivista antimafia e antiviolenza, infatti, negli ultimi anni si era avvicinata a Fratelli d’Italia e poi con Alternativa Popolare sperando una candidatura. L’arresto ha cancellato amicizie e sogni politici.
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