Omicidio Manuela Petrangeli, autopsia shock

Dall'autopsia i particolari dell'esecuzione: ecco come l'assassino ha centrato l'ex compagna al cuore

La vittima Manuela Petrangeli e il suo assassino Gianluca Molinaro

Due colpi a breve distanza, uno al braccio e l’altro fatale al cuore, esplosi con un fucile a canne mozze a un metro di distanza. L’autopsia rivela dettagli shock sull’omicidio di Manuela Petrangeli, la fisioterapista di 51 anni freddata giovedì in strada, a Casetta Mattei, dal suo ex compagno, Gianluca Molinaro, un uomo violento che in passato aveva aggredito un’altra donna, madre della sua primogenita.

Dall’autopsia i particolari dell’esecuzione: ecco come l’assassino ha centrato l’ex compagna al cuore

L’autopsia è stata effettuata all’istituto di medicina legale di Tor Vergata su disposizione della Procura capitolina. E i risultati definitivi saranno consegnati in procura tra qualche settimana.

L’assassino reo confesso, intanto, resta in carcere: potrebbe uccidere ancora, secondo i magistrati. E allora, come pressoché scontato considerata la gravità del fatto e l’evidenza delle prove, il giudice ha convalidato l’arresto e previsto la massima misura cautelare.

Nell’ordinanza il giudice ha fatto riferimento a due testimonianze: quella della collega della vittima con la quale era appena uscita dal lavoro e quella di una donna che abita in via Orseolo, dove Molinaro ha sparato col fucile restando alla guida della sua Smart.

Il movente

Intanto si profila un nuovo movente: non la gelosia a tre anni dalla separazione come prospettato subito dopo l’omicidio e la costituzione in una caserma del killer, ma la gestione del figlio dell’ex coppia. Motivi che ovviamente non giustificano, come in ogni caso, un omicidio che ha tutti i contorni di un delitto aggravato dalla premeditazione, seppur non contestata formalmente.

L’uomo, infatti, è uscito armato da casa col fucile e senza neanche aver avuto una discussione con l’ex compagna ha sparato, e più volte, per uccidere.

Manuela aveva appena finito il suo turno di lavoro nella casa di cura Villa Sandra a Casetta Mattei e stava per raggiungere il suo unico figlio, 9 anni, avuto proprio con Molinaro.

Tesoro, sono uscita ora dal lavoro, vengo subito da te”, aveva appena detto al bambino, secondo il racconto di due colleghe con le quali si era avviata per raggiungere la sua auto parcheggiata in via degli Orseolo. Invece qualche secondo dopo l’ex le ha devastato il cuore con una fucilata.

L’arma

I carabinieri della compagnia Eur, coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, si concentrano ora sulla provenienza del fucile. Gianluca Molinaro non aveva nemmeno il porto d’armi.

Giovedì, invece, è uscito con quel fucile a canne sovrapposte e prima di intercettare l’ex compagna si sarebbe fermato in più di un bar per concedersi un po’ di liquore.