Casal del marmo, il carcere minorile ‘scoppia’: in nottata nuova emergenza

Nel carcere minorile in nottata un incendio e una zuffa: sul posto pure i vigili del fuoco

Foto di archivio

Nuovo caos nel carcere minorile di Casal del Marmo. Poco prima di mezzanotte due detenuti hanno appiccato un incendio dando alle fiamme un materasso: il fumo in breve tempo ha avvolto l’intera sezione sgomberata non senza difficoltà dagli agenti della polizia penitenziaria.

Nel carcere minorile in nottata un incendio e una zuffa: sul posto pure i vigili del fuoco

Il risultato: durante le prime operazioni di spegnimento un agente è rimasto ustionato e dei detenuti hanno approfittato dell’evacuazione dalle celle per azzuffarsi.

Per sedare l’incendio è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco, ormai di casa nel carcere minorile. I ragazzi ristretti spesso appiccano fuoco, in particolare usando materassi e cuscini, per protesta o per innescare disordini nell’istituto. In un caso erano rimasti feriti quattro agenti. 

Il sovraffollamento non aiuta i giovani detenuti, tutti perlopiù con storie difficili alle spalle e restii agli ordini. Solo questa settimana si sono registrate tre aggressioni ad altrettanti agenti, il più grave refertato con una prognosi di due settimane.

L’emergenza sovraffollamento

Attualmente il carcere minorile ospita 66 giovani detenuti, tra cui 8 di sesso femminile, a fonte di una capienza complessiva di 45.

Dopo l’incendio della notte scorsa i sindacati hanno chiesto maggiore tutela per il corpo della Polizia Penitenziaria costretto a fronteggiare troppo spesso emergenze e rivolte.

Secondo Massimo Costantino, segretario generale della Fns Cisl Lazio, quella che si prospetta potrebbe essere “una stagione estiva pesantissima, perché il sovraffollamento detenuti aumenta giorno per giorno e le carenze nelle dotazioni di Personale di Polizia penitenziaria stanno toccando livelli difficilmente registrati. Ed è proprio nella regione Lazio che registriamo una situazione estrema con carenze che di 930 mancanti nei penitenziari della regione , cioè quasi il 20% del dato nazionale”.

Per la Fns Cisl Lazio servono ulteriori interventi da parte del Governo, perché quelli già messi in campo dallo scorso anno con punte di nuove assunzioni – finalmente – mai viste prima in questi numeri, sono insufficienti a gestire quella che ormai è una grave emergenza.