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Roma, Ultima Generazione rilancia: “Disobbedienza civile a oltranza”. La protesta e le richieste

Ultima Generazione ritiene che il cambiamento sociale abbia bisogno di forme di contestazione non violenta anche a costo di essere processati nei tribunali

Attivisti o vandali? L’identità di Ultima Generazione, come quella di tanti altri gruppi di ambientalisti che scelgono la strada della disobbedienza civile a oltranza oscilla tra legalità e violazione delle norme del codice penale che tutelano, per esempio, i beni artistici oggetto delle loro proteste.

Ultima Generazione ritiene che il cambiamento sociale abbia bisogno di forme di contestazione non violenta anche a costo di essere processati nei tribunali

Anche per chiarire la propria reale identità questa mattina, sabato 11 maggio, i giovani militanti, protagonisti di alcuni atti dimostrativi sfociati in altrettanti procedimenti giudiziari, hanno convocato una conferenza stampa a Roma.

L’incontro è avvenuto al Centro Sociale Brancaleone, in occasione della mobilitazione che terrà impegnato il movimento per tutto il mese di maggio per una serie articolata di eventi destinati a far parte di un vero e proprio Festival Disobbediente.

Non siamo “un gruppo che lotta contro il cambiamento climatico, ma un movimento sociale che, attraverso la resistenza civile non violenta vuole portare un cambiamento nella società. La disobbedienza civile è al momento la partecipazione politica più potente che abbiamo -hanno spiegato in una nota- per creare una comunità diffusa, reale e democratica”.

Anche un “minuscolo contributo -aggiungono quelli di Ultima Generazione- può forse aver fatto della storia collettiva che ha agito per il bene” contro le “dinamiche del dominio e della sopraffazione”.

Dal centro sociale i giovani sono partiti per un corteo che, da Piazza Vittorio Emanuele II ha percorso Via Principe Eugenio, Viale Manzoni, Via Giovanni Giolitti, Via di Santa Bibiana, Piazza di Porta San Lorenzo, Piazzale Tiburtino, Via dei Marrucini e Piazzale Aldo Moro (leggi qui).

Alla base della protesta c’è l’invito a percorrere forme pacifiche di confronto democratico che vadano, tuttavia, oltre agli strumenti di democrazia diretta previsti alla Costituzione, a iniziare dall’esercizio del diritto di voto ma anche il richiamo esplicito a schierarsi contro la guerra anche per quanto sta accadendo nella Striscia di Gaza dando spazio ai rappresentanti del sodalizio dei Giovani palestinesi della Capitale.

Le richieste rivolte al Governo e alle istituzioni politiche

Ma Ultima Generazione ha anche una richiesta da rivolgere al Governo e alle istituzioni politiche. La creazione di un Fondo di riparazione preventivo, permanente e partecipato per l’abbattimento delle fonti che inquinano anche il nostro Paese, finanziato ogni anno con fondi messi a disposizione dal bilancio dello Stato.

Il fondo servirebbe a sostenere azioni di tutela a favore dell’ambiente e del progressivo superamento dell’emergenza climatica trovando la relativa copertura sia mediante la soppressione di istituti esistenti, ma ritenuti superati dal movimento, come quello dei Sussidi Ambientalmente Dannosi (Sad) che puntano a ridurre i costi di utilizzo delle fonti fossili, sia con la tassazione degli extra-profitti delle compagnie che li producono, nonché mediante il taglio di stipendi, premi e benefit ai loro manager oltre che con a soppressione delle spese militari e di quelle per il finanziamento della politica.

Il Festival Disobbediente proseguirà presso il centro sociale Brancaleone sino al 27 maggio con incontri a ingresso gratuito che si terranno tutte le domeniche alle ore 21.00. Nel programma figurano confronti con altri movimenti simili come Soulèvement de la Terre e la Via Campesina, ma anche incontri con esperti di non violenza e concerti musicali.

Il 25 maggio gli attivisti torneranno all’aperto in piazza Barberini per un’assemblea popolare dedicata al tema delle morti bianche sui luoghi di lavoro.

Intanto i processi che vedono imputati alcuni esponenti del gruppo andranno avanti.

A partire da quello in programma la prossima settimana presso il Tribunale di Bologna per la protesta inscenata alla Pinacoteca del capoluogo emiliano il 3 dicembre del 2022, quando alcuni esponenti di Ultima Generazione si versarono del sangue finto addosso scrivendo su una parete i nomi dei bambini morti a causa dell’alluvione del 26 novembre di quell’anno che uccise in tutto 12 persone distruggendo una trentina di abitazioni sull’Isola di Ischia.

La crisi climatica -ribadisce il movimento- non migliorerà e se non facciamo nulla potrà solo peggiorare”.

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