Velletri, Sindacati in allarme dopo gli ultimi episodi: “Aumentare organici, carcere sovraffollato”

Gli ultimi gravi episodi avvenuti nel carcere veliterno confermano l'emergenza sovraffollamento detenuti e carenze d'organico nei penitenziari italiani

Foto non collegata ai fatti

Emergenza nel carcere di Velletri, con i sindacati di  categoria che, anche in considerazione degli ultimi episodi che hanno colpito il penitenziario, evidenziano come sia subito da risolvere il drammatico problema del sovraffollamento e di carenze d’organico che affligge la gran parte dei penitenziari italiani.

Gli ultimi gravi episodi avvenuti nel carcere veliterno confermano l’emergenza sovraffollamento detenuti e carenze d’organico nei penitenziari italiani

La Cisl Lazio specifica come il carcere di Velletri sia oltremodo “Sovraffollato e con carenza di organico”, con la prigione in questione che è da tempo al collasso con condizioni di drammatica promisquità e igiene assente, un ambiente perfetto per scatenare criminalità, risse, rivolte e  malaffare.

Basti pensare che è di qualche giorno fa la scoperta di un giro di oggetti illegali e droga che veniva smerciata serenamente da tempo immemore nel carcere veliterno, con detenuti che avevano accesso ad app per vedere anche netflix e dazn e potevano telefonare tramite cellulari che gli venivano fatti arrivare dall’esterno.

“La situazione del carcere di Velletri – specifica in una nota la  Cisl Lazio – conferma ed evidenzia le profonde mancanze che rendono pericolosissima la situazione nell’istituto penale di Velletri, relative soprattutto ai diversi circuiti presenti e alle specifiche esigenze di salute, sicurezza e trattamento che necessitano. Presenza di una sezione di articolazione per la salute mentale”.

Sovraffollamento delle carceri che, unito alle carenze d’organico per le mancate assunzioni, creano un mix esplosivo, con 200 detenuti in più solo a Velletri, un totale di 630 carcerati in una prigione che ha 420 posti totali.

Aumentare dunque gli organici, migliorare la dotazione tecnologica a disposizione degli agenti per lavorare e trattare meglio anche i detenuti con problemi psichici, che anzi, a detta di molti esperti non dovrebbero stare in carcere perché si tratta di persone affette da patologie incompatibili con il regime carcerario, come anche la Federazione Nazionale Sicurezza Cisl Lazio riconferma anche stavolta.

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