Colosseo a biglietto nominativo: il Ministro rassicura Sgarbi e Le Iene

Biglietti per il Colosseo: sulla questione di un "sistema di accaparramento" che manda il sito ufficiale sold out, potrebbe tornare in scena l'Antitrust

Nella foto un particolare del Colosseo - foto free

Si riaccende la questione del biglietto nominativo al Colosseo, la storica decisione del Ministero della Cultura che avrebbe così tentato di prendere il toro per le corna sul fronte del fenomeno del bagarinaggio, e in generale della speculazione sugli ingressi dell’antico circo romano.

La nuova modalità di vendita, che secondo il Ministro avrebbe garantito positivi effetti anche dal punto di vista del controllo dei flussi di visitatori, era stato messo sotto i riflettori dalla trasmissione delle inchieste “Le Iene”, che avevano rilevato come il problema dall’adozione del nuovo sistema di bigliettaggio, non solo non era affatto risolto, con i biglietti per l’Anfiteatro Flavio ancora introvabili sul sito ufficiale, e invece disponibili a prezzi enormemente maggiorati su altri siti di rivendita e presso i bagarini, ma portava a pensare ad un sistema di interessi più complesso e poco trasparente da abbattere.

Biglietti per il Colosseo: sulla questione di un “sistema di accaparramento” che manda il sito ufficiale sold out, potrebbe tornare in scena l’Antitrust

Il Ministero della Cultura torna sull’argomento dei biglietti nominali per accedere al Parco Archeologico del Colosseo, sul quale il tentativo di nuova gestione dei turisti in visita in questo patrimonio archeologico, non starebbe dando i frutti sperati.

Dallo scorso 18 ottobre, Gennaro Sangiuliano ha deciso di introdurre il biglietto nominativo per tutte le categorie di ingresso al Colosseo, per contrastare il fenomeno del bagarinaggio, acquistabile sia online, che tramite call center e presso le biglietterie fisiche.

Ma pronto dietro l’angolo di quella news, si è subito presentato un servizio di approfondimento de “Le Iene” con alcuni “piccoli” nodi venuti al pettine e collegati all’acquisto dei ticket, e cioè una serie più o meno documentata, di prove che dimostrerebbero un sistema di accaparramento degli ingressi, che non solo manda il sito ufficiale sold out in poco tempo, ma farebbe ritrovare quegli accessi prenotati alla velocità delle luce, in altri siti, e ad un costo praticamente tre volte superiore.

Al tentativo di dimostrare quell’ipotesi, motore dell’inchiesta de Le Iene, qualche ora dopo si era accodato il Sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi, che aveva dichiarato di voler fare una denuncia all’Autorità giudiziaria, almeno al fine di svolgere i dovuti approfondimenti.

Un’azione ipotizzata anche a seguito di una testimonianza chiave in questo senso, della direttrice del Parco Archeologico, che sempre durante la trasmissione de Le Iene, il 21 novembre scorso, in un fuori-onda, aveva dichiarato che quei clienti con una via privilegiata all’acquisto dei ticket, con buona possibilità esistono, e smontargli il business, la faceva temere per la sua incolumità.

Non bastando questo aspetto da chiarire, sulle file interminabili rimaste per accedere all’Anfiteatro Claudio, era intervenuto anche Alessandro Onorato Assessore ai grandi eventi del Comune di Roma, sostanzialmente chiedendo un miglioramento del servizio e più casse.

Insomma un vera tempesta intorno alla principale attrazione del centro storico della Capitale, sulla quale dopo l’ufficializzazione dal Campidoglio della firma del nuovo accordo con la Cns – Consorzio Nazionale Servizi Società Cooperativa, per occuparsi del servizio di “ticketing”, che potrebbe essere determinante per abbattere ogni forma di mercato “sommerso”, è arrivata in questi giorni un’ulteriore presa di posizione del Ministro.

Su tutte le questioni sollevate, dal mondo del giornalismo di inchiesta, da Sgarbi e non ultimo da Onorato, arriva infatti la conferma di un ampliamento degli orari di apertura e un miglioramento del sistema di acquisto dei ticket, che consentirà ai visitatori di pianificare in anticipo la loro visita, riducendo la congestione e le attese in biglietteria.

Sul test del Colosseo interviene Meritocrazia Italia: “Replicare l’iniziativa in altri siti archeologici d’Italia”

Il vaso di Pandora sollevato sui biglietti di ingresso del Colosseo, potrebbe però ora scatenare una reazione a catena anche per altri siti italiani, altrettanto importanti e sui quali si muovono i flussi turistici più rilevanti.

E’ stata infatti Meritocrazia Italiana in queste ore, a suggerire che quanto avvenuto con Roma, si ripeta anche in altri siti, dichiarando come la soluzione presentata da Sangiuliano debba essere replicata non solo per migliorare l’esperienza dei visitatori, ma per ridurre il rischio di furti e garantire la sicurezza nei siti storici e turistici.

Se tale proposta andasse in porto, certo è che la messa a sistema di questa nuova gestione dei siti di maggior interesse turistico, necessiterà di uno specifico stanziamento di fondi.

In pratica come spiegano : “Un fondo di pre-vendita da utilizzare in collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per migliorare anche la sicurezza stradale e dei mezzi di trasporto a vantaggio degli standard qualitativi dell’esperienza turistica in Italia”.