All’Excellence Food Innovation Roma i cappelletti ravennati ravvivano la ricorrenza della bonifica di Ostia

Roma, weekend all'insegna dei sapori per l'Excellence Food Innovation: scopri i cappelletti ravennati di Ostia Antica. La ricetta della tradizione e la novità

Nelle foto la signora Masina Palo con gli studenti del Centro di Formazione Professionale Castel Fusano Alberghiero di Ostia - canaledieci.it

La tradizione dei cappelletti dei ravennati di Ostia Antica arriva alla X edizione dell’Excellence Food Innovation, l’importante kermesse dedicata alle eccellenze enogastronomiche made in Italy, proprio nei giorni che celebrano la ricorrenza dell’arrivo dei braccianti ravennati nell’Agro Romano, 139 anni fa.

Quest’anno la manifestazione si è spostata negli spazi dello Stadio Olimpico, ed in particolare nella Tribuna Autorità, dove ha tagliato il nastro ieri giovedì 23 novembre, proprio con una dimostrazione che ha regalato al pubblico il fascino di questa ricetta romagnola.

Roma, weekend all’insegna dei sapori per l’Excellence Food Innovation: scopri i cappelletti ravennati di Ostia Antica. La ricetta della tradizione e la novità

E’ un weekend all’insegna dei sapori e della tradizione del food italiano che si mescola con l’innovazione, quello che vede l’area intorno allo stadio Olimpico riempirsi per una volta, non solo di sportivi ma di professionisti e semplici appassionati del mondo food&beverage.

Fino a domani sabato 25 novembre la manifestazione ospiterà infatti un centinaio di chef, anche provenienti da ristoranti stellati, che saranno i personaggi di uno vero e proprio spettacolo, tra talk show, convegni, seminari, masterclass e show cooking.

Un’impresa affascinante, dove questi protagonisti d’eccezione avranno a disposizione tutto il meglio della produzione alimentare italiana, in una kermesse dove non mancano mai le sorprese anche negli incontri con la storia dell’Italia a tavola.

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E tra i grandi protagonisti di questa edizione, a finire sui banchi da lavoro infarinati dei pastai, è stato un cibo caro agli ostiensi, il cappelletto dei ravennati di Ostia Antica, celebrato ogni giorno nei ristoranti storici di Ostia Antica, dov’è sempre possibile trovarlo, per ricordare come meritano le tante famiglie di romagnoli dell’Associazione generale dei braccianti di Ravenna giunti in questa zona dell’Agro Romano per le bonifica, il 25 novembre del 1885. Cinquecento uomini e cinquanta donne ravennati, che fecero la storia. Nella foto in basso i cappelletti appena fatti nello storico ristorante di Ostia Antica “Il Monumento” dal 1884.

All'Excellence Food Innovation Roma i cappelletti ravennati ravvivano la ricorrenza della bonifica di Ostia 1
Nella foto i cappelletti appena fatti dello storico ristorante di Ostia Antica “Il Monumento” – canaledieci.it

Proprio in questi giorni ricorre l’arrivo dei braccianti romagnoli a Ostia Antica per la bonifica delle paludi: era il 25 novembre 1884. La loro permanenza per un lavoro di bonifica che si protrasse più a lungo di quanto previsto, e cioè ben sette anni a causa del dilagare della malaria, consentì la ripresa del territorio e introdusse nella comunità di Ostia Antica anche tante tradizioni della terra natia di queste famiglie, tra le quali il cappelletto ravennate.

In due giorni di dimostrazioni nell’ambito del Workshop “Cultura Alimentare, Salute e Transumanza: ricette e soluzioni per un turismo sostenibile” di DMO H2O Tevere Mare, anche con i ragazzi di due scuole professionali, l’Istituto alberghiero di Marino e il Centro di Formazione Professionale Castel Fusano Alberghiero, e la signora Masina Pala di Ostia Antica, esperta di questo prodotto culinario e consigliera dell’associazione di commercio e turismo Ascom, che ha realizzato i cappelletti insegnandone ai ragazzi l’arte sapiente, con il risultato di una ricetta appena un po’ contaminata, come l’innovazione della manifestazione chiedeva.

La ricetta del cappelletto tradizionale e la versione Excellence Food Innovation

Per chi vuole rispettare la tradizione infatti, la ricetta autentica a parte la sfoglia classica che riveste il ripieno abbondante, è fatta con 300 grammi di formaggio parmigiano o grana e squacquerone, poi noce moscata, sale, pepe e 2 uova. Poi sempre secondo tradizione, per la forma la regola è: E’ caplet l’ha da resar fat a galòzza, cun poch urel e purassei caplon che significa: il cappelletto dev’essere fatto a forma di galòzza (un berretto col cucuzzolo appuntito), poca tesa e cupolone abbondante di ripieno.

Mentre all’Excellence chi ha avuto la fortuna di essere tra il pubblico, ha degustato una versione che è tutta da provare, con un ripieno di stracchino stagionato, pecorino e buccia di limone. Dopo una breve cottura, giù nel burro e salvia e parmigiano.

In mostra anche il porro di Ostia Antica e l’olio della campagna romana

Ma nell’edizione di quest’anno, il territorio di Ostia Antica presentato dall’Assessore ai grandi eventi del X Municipio Antonio Caliendo, con gli studenti del Centro di Formazione Professionale Castel Fusano Alberghiero di Ostia, è stato protagonista anche per altre specialità, che hanno portato il pubblico e gli esperti del settore a conoscere prodotti antichi della Valle del Tevere, in un menù ad hoc intitolato “Dai Colli al Mare lungo la via del Tevere”. Nell’evento convegno Daniele Parrucci per Città Metropolitana, Angelo Fanton per Cibo Futuro e Paolo Venezia per Slow Food.

Nel piatto una fresca e saporita panzanella con l’olio della campagna romana di Castel di Guido, poi i cappelletti ravennati di Ostia Antica, il maiale brasato degli allevamenti locali e il porro un’altra grande produzione di Ostia Antica coltivato anche dagli antichi romani, per finire con la Torta papalina tradizione stavolta del cuore della capitale, che rivisitata per l’Excellence Food Innoation è diventata una deliziosa crespella con ricotta e visciole.