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Civitavecchia, incidente all’Acquafelix: bimba rischia di restare paralizzata

Grave incidente all'Acquafelix di Civitavecchia, una bambina travolta alla fine di uno scivolo potrebbe perdere l'uso degli arti

Terribile incidente all’Acquafelix, il parco acquatico di Civitavecchia dove oggi, martedì 22 agosto, si è verificata una collisione in cui è rimasta coinvolta una bambina di nove anni che è stata travolta dal papà allo sbocco in vasca di uno dei tanti scivoli presenti nella struttura. La bimba, immediatamente soccorsa, è stata ricoverata in codice rosso e potrebbe perdere l’uso delle gambe.

Grave incidente all’Acquafelix di Civitavecchia, una bambina travolta alla fine di uno scivolo potrebbe perdere l’uso degli arti

Padre e figlia avevano affrontato, l’uno dietro l’altra, il sinuoso itinerario di una delle tante attrazioni acquatiche quando, alla fine del percorso, la bambina, giunta nella piccola piscina di disimpegno dallo scivolo è stata violentemente colpita alla schiena dal papà che, con la vista probabilmente ridotta a causa degli spruzzi di acqua, non deve aver capito la posizione esatta della piccola finendo per travolgerla.

Pur trattandosi di una situazione completamente diversa, un altro parco acquatico, presente nella regione Lazio finisce sotto i riflettori della cronaca per un episodio avverso di cui sono protagonisti inconsapevoli minori. Continua, infatti, a tenere banco la terribile vicenda del piccolo Stephan Bakanev, il bambino di 8 anni annegato lo scorso 17 agosto alle terme di Cretone, nei pressi del comune di Palombara Sabina.

La famiglia ha deciso che i funerali si terranno, con rito ortodosso, a Castel Madama dove il bimbo viveva a due anni con la sua famiglia, tutti di origine russa. L’amministrazione locale ha proclamato il lutto cittadino e il municipio esporrà la bandiera a mezz’asta. (leggi qui).

La procura della repubblica di Tivoli prosegue, intanto, a ritmo serrato le indagini volte a ricostruire la dinamica dei fatti e il motivo per cui le operazioni di svuotamento di una delle tre piscine del complesso termale fosse in funzione quando all’interno del parco erano ancora presenti degli ospiti.

Al momento risultano essere indagate, per il reato di omicidio colposo, quattro persone che, a vario titolo, operavano all’interno delle terme. Uno di questi, un bagnino dell’età di 18 anni, ancora sotto choc per il tragico incidente che ha risucchiato nel bocchettone di scarico il bambino nonostante i ripetuti e, purtroppo, inutili tentativi del padre di liberarlo dalla stretta mortale delle acque, avrebbe rivelato agli investigatori alcuni dettagli importanti.

Secondo quanto si apprende l’indagato avrebbe, infatti, riferito che le fasi di svuotamento e pulitura venivano anticipate rispetto all’orario di chiusura con tutta probabilità per evitare di doverle svolgere durante le più onerose fasi che sarebbero rientrate in regime retributivo di tipo straordinario (leggi qui).

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