Tor San Lorenzo, minaccia col coltello l’ex compagna e attacca i carabinieri: 43enne arrestato

I carabinieri, intervenuti per calmare l'uomo che stava minacciando con un coltello l'ex compagna, scoprono che aveva già il divieto di avvicinarsi alla donna

COLTELLO-RAPINE-ROMA-EGIZIANI-ARRESTATI-25-LUGLIO-2023
Canaledieci.it

A Tor San Lorenzo, nell’hinterland di Ardea, un uomo di 43 anni ha minacciato l’ex compagna brandendo un coltello e, non contento, ha aggredito i carabinieri della tenenza di Anzio, arrivati sul posto per calmarlo, obbligando i militari dell’Arma ad immobilizzarlo con le scariche del taser.

I carabinieri, intervenuti per calmare l’uomo che stava minacciando con un coltello l’ex compagna, scoprono che aveva già il divieto di avvicinarsi alla donna

Nella fattispecie, i fatti sono avvenuti questa notte, domenica 4 giugno, quando l’arrestato è stato trovato dai carabinieri in preda ad un forte stato d’alterazione psicofisica.

A quel punto le forze dell’ordine sono intervenute sul posto e, una volta identificato l’aggressore, hanno scoperto che quest’ultimo era già destinatario di un precedente provvedimento, il divieto di avvicinamento all’ex compagna, per maltrattamenti avvenuti tempo addietro.

Come sempre in questi casi, ricordiamo ai lettori che gli indagati vanno considerati come presunti innocenti fino al terzo grado di giudizio e fino a quando non sarà emessa una sentenza definitiva di condanna, con le prove che si formeranno, eventualmente, nel corso dei rispettivi processi.

Recentemente, a Roma, in zona Tor Bella Monaca, vi abbiamo invece raccontato di come una donna sia riuscita a salvarsi dall’aggressione in atto all’interno della macchina nella quale si trovava insieme all’uomo che aveva deciso di lasciare, un 45enne che è stato arrestato dai carabinieri.

In quest’episodio, la vittima, una casalinga 55enne, è riuscita ad attirare l’attenzione degli operanti quando, mentre era in strada all’interno del veicolo grazie ad alcuni gesti convenzionali anti-violenza.

Nello specifico, dapprima la donna ha agitato disperata la mano verso i carabinieri che passavano in quel momento, e poi l’ha chiusa, come fosse un pugno, chiaro simbolo dell’attacco che stava subendo dal suo aguzzino.

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