Detenuto suicida a Regina Coeli. Era recluso nel reparto Covid

Il detenuto era afflitto anche da problemi psichiatrici. Due mesi fa nello stesso braccio un altro suicidio

detenuti

Ha legato il lenzuolo e poi si è lasciato morire appeso alla finestra della cella. Nuovo suicidio ieri, venerdì 10 marzo, a Regina Coeli. A farla finita un 32enne.

Il detenuto era afflitto anche da problemi psichiatrici. Due mesi fa nello stesso braccio un altro suicidio

Nella VII sezione, destinata al regime di isolamento Covid, alla prima conta della giornata gli agenti della polizia penitenziaria hanno trovato il detenuto Alessandro D. G., 32 anni, ormai in fin di vita. La morte poco dopo l’arrivo dei soccorsi.

Il detenuto condannato a 27 anni di carcere per omicidio e incendio doloso il primo marzo aveva aggredito un poliziotto. Afflitto da problemi psichiatrici forse avrebbe dovuto contare su altre collocazioni.

E’ il secondo suicidio in quel braccio in due mesi.La situazione è allarmante”, il commento di Stefano Anastasia, Garante dei detenuti del Lazio. “Fatti salvi tutti gli accertamenti che la Procura riterrà di dover disporre – aggiunge – chiederò al presidente Francesco Rocca di rivedere la normativa anti-covid che, a questo punto, suscita più rischi che benefici. Ma va ripensata anche l’organizzazione e la gestione di quella VII sezione, il regime della sezione va radicalmente ripensato”.

Il detenuto condannato nel 2021 con sentenza definitiva era in attesa di essere trasferito nel carcere di Velletri. Cinque anni prima, a Rieti, aveva dato fuoco all’appartamento del vicino 67enne causandone la morte. Da quel momento è iniziata una storia carceraria difficile aggravata dalla sua fragilità psichiatrica.

Noto per le frequenti intemperanze il detenuto aveva distrutto varie celle all’interno di Regina Coeli, fino all’ultima aggressione di qualche giorno fa.

I dati

Resta altissima la tensione nelle carceri del Lazio, oggi affollate da circa 6.700 detenuti”, denuncia il Sappe, Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria. Come confermano i dati del 2022: sono stati 7 i suicidi, 139 tentati suicidi sventati, 889 colluttazioni, 230 i ferimenti.

Il sindacalista Massimo Costantino segretario generale Fns Cisl Lazio chiede interventi urgenti: “Il detenuto da quando apprendiamo aveva problemi psichiatrici”. “Purtroppo a- aggiunge – registriamo sovraffollamento nelle carceri e le situazioni di maggiori criticità si registrano a Regina Coeli e Civitavecchia Nuovo Complesso (che presentano tassi di affollamento rispettivamente del 158% e del 154%). Accanto a questi vi sono altri quattro Istituti: Cassino, Latina, Rebibbia (R. Cinotti), e Viterbo che presentano tassi effettivi di affollamento superiori a 130%”.

Caos Rems

La problematica più grande – sottolinea Costantino – che si registra è la presenza negli istituti di detenuti psichiatrici, alcuni di essi sono in attesa di essere inviati per essere curati nelle residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza, in acronimo REMS.

Tali detenuti “ internati” non devono e non possono stare in carcere ma curati nelle REMS, perché necessitano di cure che certamente in carcere non sono garantite e, tantomeno, custoditi dalla polizia penitenziaria, poiché non si ha competenza su tali tipi di utenza –  conclude Costantino Il problema delle REMS non riguarda l’Amministrazione Penitenziaria e tantomeno il personale dato che le competenze sono esclusivamente delle ASL. Occorre intervenire e modificare la legge sulle REMS perché, cosi come scritta, a rischiare sono solo il personale di Polizia Penitenziaria e i dirigenti. Occorrono interventi urgenti per le carceri non solo paliativi”.

Resta aperto anche un altro fronte di problemi. L’ingresso in carcere di droga e telefonini (leggi qui). Gli ultimi sequestri: tre telefonini e più di un etto di stupefacenti. 

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