Economia & Lavoro

Misura di Inclusione Attiva 2023 (Mia), cos’è e come funziona il nuovo Reddito di Cittadinanza: requisiti e novità

Tutte le info necessarie sulla MIA.

Cos’è la MIA? Come funziona il nuovo Reddito di Cittadinanza? Ecco tutto quello che c’è da sapere sulla Misura di Inclusione Attiva 2023: requisiti e novità in merito al sussidio per gli occupabili che il Governo sta varando.

Cos’è e come funziona la Misura di Inclusione Attiva 2023 (ex Reddito di Cittadinanza)

Quanto entra in vigore e come funziona la MIA? Come anticipato dal Corriere della Sera, il Governo è a lavoro ed entro le prossime due settimane dovrebbe essere presentato in Consiglio dei Ministri il nuovo decreto legge che riforma il Reddito di Cittadinanza (RdC).

Si chiamerà Misura di Inclusione Attiva (acronimo MIA) ed andrà a sostituire il Reddito di Cittadinanza per andare in sostegno dei cosiddetti “occupabili“, ovvero le persone individuate dallo Stato come disoccupati ed idonei a lavorare.

Le indiscrezioni parlano proprio di un’accelerata negli ultimi giorni, con la ministra del lavoro Elvira Calderone, che dovrebbe illustrare in Consiglio la misura, rassicurando così le  parti sociali in apprensione per le categorie in questione, visto lo spettro dell’annullamento del sostegno che aleggiava nelle ultime settimane.

La nuova misura dovrebbe entrare in vigore nel mese di settembre. Il Reddito di Cittadinanza, infatti, è stato prorogato preventivamente per 7 mesi – come da legge di bilancio.

Si pensa quindi ai mesi estivi come utili per richiedere il sussidio. Ma ancora non ci sono date certe. Andiamo a vedere nello specifico chi riguarderà la misura e in che modo.

I beneficiari della MIA si dividono in due categorie:

  • Le famiglie povere senza persone occupabili, in cui sia presente almeno un minorenne o un over 60 o un disabile;
  • Le famiglie con occupabili, in cui almeno un membro abbia tra i 18 e i 60 anni.

La Misura di Inclusione Attiva non cambierebbe molto per un single non occupabile, con un importo base di 500 euro mese (per 18 mesi), più una quota aggiuntiva per l’affitto di casa che potrebbe superare gli attuali 280 euro al mese. Cambia e di molto, invece, per gli occupabili. L’assegno base della MIA scenderebbe, infatti, a 375 euro al mese per un anno.

Sul fronte dei rinnovi, il Governo sta cercando di fare in modo di evitare il più possibile che vengano prorogati ogni volta per 18 mesi. Nello specifico, una volta ottenuta la MIA, per i non occupabili, il rinnovo scenderà a 12 mesi con 30 giorni di pausa tra una richiesta e l’altra. Per gli occupabili, si scenderà a 6 mesi e la terza domanda si potrà presentare solo dopo una sospensione di un anno e mezzo.

Inoltre, per scoraggiare il più possibile il lavoro in nero, il Governo permetterà di cumulare la MIA con il reddito da lavoratore dipendente fino a 3mila euro l’anno.

Per quanto riguarda le soglie di reddito ISEE massime per ottenere la Misura di Inclusione Attiva, si dovrebbe scendere fino a 7.200 euro. Tra le novità anche cambiamenti sul requisito minimo di residenza in Italia, che calerebbe drasticamente da 10 a 5 anni.

Come presentare la domanda per la MIA? Si potrà farlo online su una piattaforma apposita. Basterà anche un solo rifiuto a un lavoro (nella provincia di residenza e superiore ai 30 giorni lavorativi) trovato dai centri per l’impiego per perdere il contributo.

Nella riforma sono previsti anche più controlli sul fronte delle dichiarazioni e sul rispetto dei contratti.

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