Bracciano, commerciante cerca di staccare manifesto politico: picchiata dai militanti

Alla vista del manifesto abusivo una commerciante del posto ha cercato di staccarlo d'istinto dalla palina del bus, venendo picchiata da alcuni militanti

Bracciano: una donna 39enne è stata malmenata nel cuore della città da un gruppo di persone appartenenti all’estrema destra, in pieno giorno, per aver cercato di togliere da una fermata del bus un poster che ricordava la strage di Acca Larantia, dove era disegnata una croce celtica.

Alla vista del manifesto abusivo una commerciante del posto ha cercato di staccarlo d’istinto dalla palina del bus, venendo picchiata da alcuni militanti

L’aggressione, verificatasi lo scorso mercoledì 15 febbraio nella cittadina lacustre, è la seconda a stampo politico dopo quella della quale vi abbiamo raccontato in un altro nostro articolo recente, con alcuni esponenti politici spintonati e presi a male parole durante un intervento che preludeva alla scorsa giornata in memoria dell’eccidio delle Foibe, nella sede del X Municipio, ad Ostia (leggi qui).

In quel caso, agli inizi di febbraio, ci sono stati momenti di tensione susseguenti all’intervento della scrittrice Giuseppina Mellace, considerata da una frangia dell’opposizione come  una revisionista influenzata da una visione non corretta delle vicende storiche.

Il manifesto in questione sarebbe stato apposto illegalmente e la signora, una commerciante del posto che ha chiesto di mantenere l’anonimato, lo stava strappando via, quando è stata vista dal branco, accerchiata e picchiata da almeno cinque giovani tutti intorno ai 30 anni.

La Strage di Acca Larenzia è la denominazione giornalistica del pluriomicidio a sfondo politico avvenuto a Roma il 7 gennaio 1978 nel quale furono uccisi due giovani attivisti del Fronte della Gioventù, Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta, assassinati davanti alla sede del Movimento Sociale Italiano in via Acca Larenzia, nel quartiere Tuscolano.

A questi fatti è poi strettamente legata la morte di un terzo attivista appartenente alla destra sociale, Stefano Recchioni, ucciso qualche ora dopo negli scontri successivi verificatisi con le forze dell’ordine, tutti avvenuti durante una manifestazione di protesta organizzata sul luogo stesso dell’agguato.

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