Apertura

Ostia, Roberto Spada considerato ancora pericoloso: ordinanza lo obbliga a non lasciare il Comune

Ostia, nuova misura preventiva per Roberto Spada: obbligo di firma e non potrà lasciare il Comune di Roma. Il 47enne era già sottoposto a sorveglianza speciale

Ostia: emessa ed eseguita nelle ultime ore una nuova ordinanza più restrittiva nei confronti di Roberto Spada. All’uomo è stato fatto obbligo di non lasciare il Comune, un provvedimento che si aggiunge alla Sorveglianza Speciale riattivata a novembre di quest’anno, in occasione dei controlli per i festeggiamenti con i fuochi d’artificio in piazza Gasparri organizzati alla notizia sua liberazione dal carcere.

Ostia, nuova misura preventiva per Roberto Spada: obbligo di firma e non potrà lasciare il Comune di Roma. Il 47enne era già sottoposto a sorveglianza speciale

Per Roberto Spada, arriva una nuova ordinanza notificata dai Carabinieri del Gruppo di Ostia. L’uomo già sottoposto alla sorveglianza speciale della durata di tre anni è stata stavolta applicato l’obbligo di non lasciare il comune di Roma e di recarsi in caserma due volte al giorno.

Un provvedimento emesso dalla Corte di Assise di Appello di Roma su richiesta della locale Procura Generale, con motivazioni collegate ad una presunta elevata pericolosità del soggetto, che richiederebbe secondo l’Autorità Giudiziaria ancora le iniziali esigenze cautelari.

Il 47enne era stato scarcerato alla fine di settembre, dopo avere scontato la condanna relativa all’aggressione ai danni del giornalista Daniele Piervincenzi, colpito con una violenta testata al volto (leggi qui), e appena rientrato nella sua casa di Ostia, era stato festeggiato con fuochi artificiali che avevano messo in allerta le forze dell’ordine, tanto che a distanza di qualche settimana dalla liberazione, gli era stata applicata appunto la misura di prevenzione della sorveglianza speciale.

Per Roberto Spada, con plurimi precedenti penali, e sul quale è stato accertato in via definitiva l’inserimento, quale organizzatore, nell’associazione riconosciuta di stampo mafioso denominata “clan Spada” (leggi qui), si attende che la Corte Suprema di Cassazione si pronunci sulla rideterminazione della pena a seguito della sentenza della Corte di Assise d’Appello che lo ha condannato a 10 anni di reclusione per associazione di tipo mafioso.

canaledieci.it è su Google News:

per essere sempre aggiornato sulle nostre notizie clicca su questo link digita la stellina in alto a destra per seguire la fonte.