Roma, ponte Ognisanti con strascico: 900 pazienti in attesa ai pronto soccorso (VIDEO)

Situazione drammatica negli ospedali di Roma e della provincia: mancano posti letto con centinaia di pazienti in attesa di un posto in reparto. Rischio code di ambulanze

Sono circa 900 i pazienti in attesa di un letto in reparto all’interno dei pronto soccorso del Lazio. E’ la “eredità” lasciata sulla sanità pubblica dal ponte Ognisanti appena trascorso. Mancano posti per il ricovero e i malati si accumulano nelle osservazioni brevi e nelle sale emergenze: il rischio è che si creino a breve accodamenti anche delle ambulanze.

Situazione drammatica negli ospedali di Roma e della provincia: mancano posti letto con centinaia di pazienti in attesa di un posto in reparto. Rischio code di ambulanze

E’ la drammatica situazione che si registra alla fine del ponte di Ognisanti soprattutto a Roma e nella provincia. A segnalarlo è la Simeu, la Società italiana di medicina d’emergenza e urgenza. I dati statistici sono impressionanti. A soffrire maggiormente sono gli ospedali “di frontiera” ovvero quei pronto soccorso che raccolgono un bacino di utenti sproporzionato rispetto alle disponibilità, soprattutto in termini di offerta di posti nei reparti di specializzazione.

Una condizione non dissimile da quanto denunciato in questo articolo dei primi giorni di agosto scorso. In tre mesi nulla è cambiato se non in peggio.

Alle 8,30 di questa mattina le statistiche della Regione Lazio segnalano un accumulo di 124 pazienti al pronto soccorso del Policlinico Tor Vergata in attesa di un posto letto o in osservazione breve, 123 all’Umberto I, 122 al Gemelli, 98 al Sandro Pertini, 93 al San Camillo, 77 al Sant’Andrea, 70 al Sant’Eugenio, 52 al San Giovanni, 54 al Grassi di Ostia (dove si stanno per chiudere altri 6 posti di Medicina leggi qui), 51 al Santo Spirito.

La situazione è drammatica. I tempi delle promesse di implementazione di medici e personale infermieristico destinati ai pronto soccorso, fatte in piena pandemia da covid, sono ormai lontani. Le assunzioni, infatti, arrivano con il contagocce e, cosa ancora più grave, i medici dei pronto soccorso si stanno dimettendo uno dietro l’altro, stanchi di subire la pressione del superlavoro alla quale sono sottoposti da anni.

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