Roma, 36 enne precipita da una finestra durante perquisizione: si indaga per tentato omicidio

L'uomo, di etnia rom e sordo dalla nascita, è in coma da 50 giorni. La procura ha acquisito un bastone e un lenzuolo macchiati di sangue

La polizia fa una perquisizione domiciliare e un giovane, un 36enne di etnia rom, sordomuto dalla nascita, precipita dalla finestra cadendo dal terzo, finendo in coma. I fatti risalgono a fine luglio in una casa popolare a Primavalle. La famiglia ha denunciato e la procura ha aperto un fascicolo ipotizzando il reato di tentato omicidio.

L’uomo, di etnia rom e sordo dalla nascita, è in coma da 50 giorni. La procura ha acquisito un bastone e un lenzuolo macchiati di sangue

Ad occuparsi della delicata indagine il pm Stefano Luciani. Il magistrato, che sta procedendo per tentato omicidio, ha acquisito agli atti un lenzuolo e un manico di scopa spezzato, che presenterebbero macchie di sangue.

Del caso di Hasib Omerovic, questo è il nome del giovane, tuttora ricoverato in condizioni gravi al Policlinico Gemelli, si è parlato oggi durante una conferenza stampa alla Camera dei Deputati alla presenza di Fatima Sejdovic, la madre della vittima, del deputato Riccardo Magi che ha presentato una interrogazione parlamentare, di Carlo Stasolla, portavoce dell’ Associazione 21 luglio e degli avvocati della famiglia Arturo Salerni e Susanna Zorzi.

Il 5 agosto scorso i coniugi Omerovic, di origine rom, con 4 figli, due minori e due disabili adulti, che vivono in una casa popolare in zona Primavalle, a Roma, hanno depositato un esposto alla Procura della Repubblica mettendo il caso sotto i riflettori di piazzale Clodio.

Nei giorni precedenti alla caduta dalla finestra di Hasib su un post social, successivamente cancellato, qualcuno aveva scritto che il giovane avrebbe infastidito alcune ragazze del quartiere.

Da qui probabilmente la perquisizione condotta dagli agenti della Polizia di Stato. La procura dovrà accertare ora chi ha eseguito la perquisizione e se con mandato o meno.

In prognosi riservata da cinquanta giorni

Secondo l’esposto il fatto risalirebbe al 25 luglio. Quel giorno nell’appartamento risultano presenti Hasib e la sorella, anche lei disabile, quattro persone in borghese e senza mandato, qualificatesi come agenti della Polizia di Stato, fanno il loro ingresso nell’appartamento. Vengono chiesti i documenti di Hasib, che prontamente li deposita sul tavolo.

In base a  una testimonianza raccolta sarebbe nata in quei momenti un’improvvisa colluttazione.

L’esposto riporta inoltre che, quando gli agenti escono dall’abitazione, il corpo di Hasib giace insanguinato sull’asfalto, dopo essere precipitato dalla finestra della sua camera da un’altezza di circa 8 metri, andando a impattare sul manto stradale, in cemento.

All’interno dell’abitazione sarebbero stati in seguito rinvenuti il manico di una scopa spaccato in due e numerose macchie di sangue su vestiti e lenzuola. La porta della camera di Hasib sarebbe risultata sfondata.

Portato in ospedale a causa dei numerosi traumi, il giovane Hasib è da cinquanta giorni in gravissime condizioni“, spiega l’avvocato Arturo Salerni, “La famiglia chiede chiarezza e giustizia“.

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