Tor Sapienza, rinvenute al campo rom 50 marmitte, rame, biciclette e monopattini (VIDEO)

Oltre all'identificazione di 350 persone e diversi minori non censiti, sono stati rinvenuti diversi articoli di dubbia provenienza

La Polizia di Stato, i carabinieri e la polizia locale, Coordinata dalla Prefettura di Roma, durante la sua attività di pattugliamento del territorio ha effettuato controlli presso il campo nomadi di Via Salviati a Tor Sapienza, nella giornata di oggi, mercoledì 17 agosto.

Oltre all’identificazione di 350 persone e diversi minori non censiti, sono stati rinvenuti diversi articoli di dubbia provenienza

Identificate circa 350 persone, rinvenute alcune marmitte catalitiche, biciclette, monopattini e rame di cui si sta approfondendo la provenienza per capire se e quante possano essere state rubate.

In particolare nel corso della mattinata, personale della Polizia Locale di Roma Capitale, Arma dei Carabinieri e Polizia di Stato, hanno identificato 138 minori e nel corso della perlustrazione sono state rinvenute 50 marmitte catalitiche, una ventina tra biciclette e monopattini, un imprecisato quantitativo di rame e carrelli della spesa, il tutto in condizioni igieniche precarie.

Naio Adzovic, delegato della comunità rom: “Situazione delicata che si acuisce, i campi rom sono terra di nessuno”

Dopo i recenti fatti di cronaca, con Romani e turisti derubati e refurtiva messa al sicuro nei campi rom, quando tre turisti americani divennero facile bersaglio sul Lungotevere dei Cenci di una banda rom (leggi qui) arriva la presa di posizione di Naio Adzovic, delegato della comunità rom.

 “La situazione è delicata sin dai tempi del Sindaco Alemanno, c’è da sempre mancanza di controlli e stato di abbandono da parte di Roma Capitale negli ultimi anni. Leggiamo sulla stampa di come dalle verifiche effettuate con gli ultimi blitz, siano state riscontrate emergenze sanitarie ai limiti della tolleranza“.

“Purtroppo – spiega Adzovic – la mancanza di controlli sulle strutture dei campi e sulla legittimità circa la posizione degli attuali abitanti, cui abbiamo assistito negli ultimi anni, ha fatto in modo che delle realtá già di per sé difficili si trasformassero in terra di nessuno. In attesa di un superamento della logica dei campi, sempre promesso e mai realizzato, ci troviamo a rimpiangere i tempi in cui, i capillari controlli della Polizia Locale dell’allora Comandante Antonio Di Maggio, garantivano almeno l’ordinata vita nei campi”.

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Roma, campi nomadi terra di nessuno. SULPL: “Esiste un gruppo nato per garantirne il controllo”