Grande Roma

Roma, sfregio all’Arco di Augusto: due statunitensi volevano lasciare la firma

Due turisti statunitensi sorpresi mentre con un oggetto acuminato scalfivamo il basamento del monumento

Sanno che scalfire un monumento è un reato, ma la spinta a farlo per immortalare il proprio nome è più forte del rischio. Non si arrestano a Roma gli sfregi al patrimonio storico, compreso quello archeologico.

Due turisti statunitensi sorpresi mentre con un oggetto acuminato scalfivamo il basamento del monumento

Nell’ultimo episodio protagonisti due turisti statunitensi: sono stati sorpresi mentre cercavano di immortalare la loro visita a Roma incidendo le proprie iniziali con un oggetto appuntito. Il monumento scelto il basamento dell’arco di Augusto, l’arco trionfale eretto nel Foro Romano in onore del più importante imperatore romano.

I due statunitensi sono stati notati dal personale della sicurezza interna del parco Archeologico del Colosseo. Al loro arrivo i carabinieri li hanno colti sul fatto facendo scattare la denuncia per danneggiamento e li hanno multanti per 800 euro.

A luglio scorso, sul Pantheon era stato scritto «Aliens Exist» con il disegno di due ufo. Una bravata rimasta impunita, anche perché il sistema di video sorveglianza puntata su quella facciata era fuoriuso (leggi qui). 

Un altro sfregio indimenticabile qualche mese fa quando un turista saudita scese la scalinata di Trinità dei Monti con una Maserati noleggiata, spaccando un paio di scalini. Rintracciato a Milano disse di aver semplicemente sbagliato manovra.

Numerosissimi, già a partire dai primi tepori primaverili, i bagni nelle fontane della città. A piazza Farnese è stato immerso un bassotto.

A fine luglio un inglese si è immerso nella Barcaccia (leggi qui). Una coppia, invece, ha fatto il bagno a Trastevere. Lei ne ha approfittato anche per depilarsi.

Lo sfregio a quel che resta dell’Arco di Augusto è tra quelli meno gettonati, ma tra i più gravi. Per capire l’importanza di questo gioiello archeologico basta riportare le note del Parco Archeologico del Colosseo.

“Nell’area del Foro Romano, compresa tra il tempio dei Dioscuri e il tempio del divo Giulio – viene spiegato è – ancora visibile un piano lastricato leggermente rialzato appartenente ai resti di un arco a tre fornici fatto erigere da Augusto.

Porzioni del monumento, di cui rimangono sul posto le fondazioni dei piloni e il lastricato in travertino, ma soprattutto parti di colonne e capitelli, furono scoperti durante scavi risalenti al Cinquecento e, successivamente, all’Ottocento.

Grazie ad una moneta che lo rappresenta e allo studio dei reperti conservati nei depositi del Parco archeologico si ritiene che l’arco presentasse tre fornici e che solo l’arcata centrale, realizzata nell’ordine corinzio, fosse coperta a volta, mentre le arcate laterali, in ordine dorico, erano caratterizzate da soffitti piani e coronate da timpani triangolari”.

Gaio Giulio Cesare Augusto, nato come Gaio Ottavio Turino e meglio conosciuto come Ottaviano o Augusto, è stato il primo imperatore romano dal 27 a.C. al 14 d.C.: portò Roma al massimo del suo splendore.

I due turisti sono già ripartiti.

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