Litorale Sud

Anzio, omicidio del pugile Leonardo Muratovic: trasferiti in carcere i due fratelli magrebini

Scattata l'accusa di omicidio. Adam, il più giovane e pugile come la vittima, ha confessato l'accoltellamento

Come anticipato ieri da Canaledieci.it (leggi qui), sono stati fermati tutti e due i fratelli magrebini che si sono presentati ieri sera nella stazione dei carabinieri Giancicolense per l’omicidio del pugile di Aprilia Leonardo Muratovic, accoltellato a morte nella notte tra sabato 16 e domenica 17 luglio sul lungo mare di Anzio.

Scattata l’accusa di omicidio. Adam, il più giovane e pugile come la vittima, ha confessato l’accoltellamento

I due ragazzi, Adam e Ahmed Eddrissi, originari di Aprilia come la vittima ma residenti allo Zodiaco di Anzio, si sono costituiti in caserma.

Adam, 20 anni, pugile come la vittima, ha ammesso subito di aver sferrato la coltellata, cercando di scagionarle del tutto il fratello maggiore, 26 anni: “Sono stato io, non volevo uccidere. Ho fatto tutto da solo”.

Il fermo, però, è scattato anche per Ahmed, presente pure lui al momento della lite al Badeguita Beach cominciata all’interno del locale e finita nel sangue fuori, dopo che le comitive rivali erano state allontanate dai bodyguard.

I due fratelli, in nottata, sono stati associati al carcere di Velletri.

Si procede per omicidio volontario aggravato dai futili motivi. Per il 26enne si prevede la contestazione di concorso in omicidio.

Gli investigatori della squadra mobile e del commissariato di Anzio avevano individuato un gruppo di sei persone che a vario titolo sarebbero coinvolte nell’omicidio, a partire dal ventenne re confesso. A spingere i due a costituirsi anche il timore di vendette.

Già il padre della vittima, un ex pugile, all’indomani del delitto ha accoltellato in commissariato due bodyguard che a suo dire non avrebbero tutelato il figlio, allontanandolo, invece di riportare alla calma i rivali (leggi qui). 

Il movente da ricercare in rancori precedenti

La lite si era accesa sulla spiaggia del Bodeguita per rancori precedenti. il pugile l’assassino si conoscevano già. Ed è bastato uno sguardo per accendere la tensione.

L’omicidio ha riacceso i fari sulla malamovida ma soprattutto la criminalità sul litorale a sud di Roma, su cui puntano Ndrangheta e Camorra.

Faro sulla criminalità

Il deputato di Leu, Stefano Fassina, in una interrogazione parlamentare chiede alla ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, iniziative mirate a contrastare questi fenomeni.

Nel Comune di Anzio – ha scritto Fassina – continuano gli episodi criminosi come quello, recentissimo, dell’omicidio di un pugile venticinquenne al quale è seguito l’accoltellamento da parte del padre della vittima di due addetti alla sicurezza dei locali notturni mentre andavano a testimoniare su quanto accaduto al Commissariato cittadino”.

Questi gravi fatti – aggiunge il parlamentare – non possono essere ricondotti ad isolati episodi, ma testimoniano il degrado sociale e l’affievolirsi dello spirito di convivenza delle comunità in questi territori determinato dalla presenza sempre più invasiva della criminalità organizzata e, quindi, dal diffondersi dell’illegalità”.

Da qui il riferimento all’operazione dell’ultima retata della DDA nei mesi scorsi che ha portato a 65 arresti ad Anzio e Nettuno, motivata dall’esistenza di associazioni finalizzate al traffico di sostanze stupefacenti anche internazionale.

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