Roma, barista serve acido muriatico al posto dell’acqua: grave guardia giurata

In un bar nei pressi della stazione metro Rebibbia due clienti si sono visti servire acido muriatico al posto dell’acqua. Uno è salvo, l’altro è grave in ospedale

ambulanza bottiglia
Foto di repertorio

Drammatico incidente in un pubblico esercizio di Roma dove un barista ha servito acido muriatico al posto dell’acqua a due clienti. Uno è riuscito a sputare il liquido velenoso prima di ingerirlo, l’altro invece l’ha mandato giù con gravissimi effetti all’esofago e allo stomaco. E’ ricoverato in codice rosso all’ospedale Pertini.

In un bar non distante dalla stazione metro Rebibbia due clienti si sono visti servire acido muriatico al posto dell’acqua. Uno è salvo, l’altro è grave in ospedale

Teatro dell’episodio un ber non distante dalla stazione metropolitana “Rebibbia” della linea B. Vittime del terribile errore sono due uomini che prestano servizio proprio nella fermata metro, uno addetto Atac e l’altro una guardia giurata dell’Italpol responsabile della sicurezza interna.

Intorno alle 21,30 di questa sera, domenica 26 giugno, i due decidono di prendere un caffè. Così insieme escono dalla stazione e raggiungono il bar vicino. Ordinano regolarmente e il barista serve sul banco le due tazzine fumanti accompagnate dai bicchieri d’acqua. In realtà, all’interno dei bicchieri il liquido trasparente non è acqua bensì acido muriatico, detto anche acido cloridrico, anch’esso incolore.

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L’acido muriatico è trasparente e incolore come l’acqua

All’impiegato dell’Atac è bastato avvicinare le labbra per accorgersi del madornale errore. La guardia giurata, invece, non ha fatto in tempo e ha ingerito una sorsata dell’acido micidiale.

I soccorsi sono stati immediati. L’uomo, che ha un’età di 51 anni, è stato trasportato in ambulanza al pronto soccorso del Sandro Pertini mentre l’addetto dell’Atac è stato assistito sul posto più che altro per lo shock subito in conseguenza del rischio corso.

Le forze dell’ordine hanno avviato le indagini provvedendo al sequestro della bottiglia dalla quale è stato somministrato il prodotto.  

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