Serie A, le pagelle: Roma al top vince e si rimette in “sesta”. Flop Lazio: brutta cabala per Sarri

I giallorossi fanno il loro dovere e battono lo Spezia 2-0. Domenica amara per la Lazio che subisce la rimonta del Sassuolo (2-1).

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A volte il miglior attacco è la difesa: nel monday-night la Roma rispetta i pronostici e strappa i tre punti contro lo Spezia grazie alle reti di Smalling e Ibanez. Buona la prova dei giallorossi nonostante l’emergenza indisponibili. Mourinho vince la sfida contro il suo ex pupillo Thiago Motta e accorcia in classifica. Weekend di riflessioni in casa Lazio: l’avvio di stagione è pessimo. Con numeri simili a quelli di Sarri in passato ci sono stati tre esoneri. Il “sarrismo” non si vede e la squadra è ancora senza identità.

Torna a vincere la Roma, netto 2-0 allo Spezia. Flop Lazio: contro il Sassuolo arriva la sesta sconfitta stagionale

 

È terminata con il match di ieri sera all’Olimpico la 17esima giornata di Serie A. Un turno ricco di sorprese e cadute inaspettate che ha prodotto un nuovo avvicendamento sul podio del campionato. Grazie al comodo 4-0 sul Cagliari l’Inter torna a comandare il torneo, superando il Milan bloccato ad Udine (1-1). Sale in terza posizione l’Atalanta, corsara a Verona (1-2), mentre si ferma il Napoli sconfitto in casa dall’Empoli (0-1). Ancora una delusione per Allegri: la sua Juve non va oltre l’1-1 a Venezia. Ecco gli altri risultati: Genoa – Sampdoria 1-3; Fiorentina – Salernitana 4-0; Torino – Bologna 2-1.

Roma – Spezia

Nell’ultimo match della 17esima giornata di Serie A la Roma rispetta il pronostico della vigilia e conquista i tre punti. Massimo risultato con il minimo sforzo per gli uomini di Mourinho, necessario per garantire un pizzico di serenità all’interno di una settimana sportiva che si concluderà sabato con la complicata trasferta di Bergamo.

Tra infortuni e squalifiche le scelte del tecnico portoghese erano abbastanza obbligate: unico ballottaggio quello tra Borja Mayoral e Shomurodov, vinto – come avevamo anticipato – dall’attaccante spagnolo. Spinta dal suo pubblico la Roma parte subito forte aggredendo lo Spezia nella propria metà campo. Passano appena sei minuti e i giallorossi trovano il gol del vantaggio. Abraham sale in cielo e colpisce di testa un preciso corner di Veretout, a due passi dalla linea di porta il più rapido di tutti è Smalling che sfrutta la torre del connazionale e corregge in rete. Quello dell’inglese è il primo gol segnato dalla Roma in questa Serie A nel primo quarto d’ora di gioco. I giallorossi tentano senza successo di capitalizzare l’inerzia favorevole della partita poi, con il passare dei minuti, abbassano progressivamente il baricentro lasciando il possesso agli uomini di Thiago Motta. La parte centrale della gara è abbastanza noiosa: pochi pericoli e poca qualità, da una parte e dall’altra.

Nella ripresa lo Spezia prova a rendersi pericoloso alzando i giri ma nel momento di massimo sforzo è ancora la Roma a colpire. Su calcio d’angolo di Veretout questa volta è Ibanez a rubare il tempo al diretto avversario depositando il pallone in rete. Due a zero Roma al minuto 56. Lo Spezia accusa il colpo facilitando il tentativo dei giallorossi di abbassare il ritmo. Mourinho perde Smalling per un fastidio muscolare e senza altri difensori a disposizione è costretto a chiedere un sacrificio a Ibanez e Karsdorp non al meglio. Nel finale spazio per Felix: tanto imprevedibile in attacco quanto ingenuo il ghanese che rimedia due cartellini gialli evitabili che lo costringeranno a saltare la trasferta di Bergamo.

Poche indicazioni tattiche ma tre punti importanti quelli di ieri che consentono ai giallorossi di raggiungere la Juventus al sesto posto in classifica a quota 28. In un turno sulla carta agevole gli uomini di Mourinho rispettano il pronostico della vigilia e strappano punti importanti alle dirette concorrenti. Con una situazione sempre più emergenziale fronte infortuni per la Roma sarà fondamentale compiere un ultimo sforzo nei prossimi otto giorni, tra Atalanta e Sampdoria, per poi poter contare su qualche recupero e sull’aiuto proveniente dal calciomercato.

Top

Calci Piazzati: dal beffardo gol subito da Calhanoglu dieci giorni fa alle due reti di ieri sera. I calci d’angolo sono croce e delizia per i giallorossi. Mourinho li ha provati molto nei giorni scorsi e il risultato si è visto: due gol segnati e tre punti conquistati.

Solidità difensiva: dopo i sei gol subiti nelle ultime tre uscite la Roma è tornata a blindare la propria porta. Pochissimi pericoli corsi e settimo clean-sheet stagionale per Rui Patricio, solo Ospina ha fatto meglio di lui in Serie A.

Matías Viña: arrivato alla quindicesima presenza stagionale il terzino uruguagio firma la sua prestazione più convincente. Corsa, grinta, inserimenti offensivi, un assist non concretizzato da Abraham e un gol sfiorato nel primo tempo.

Flop

Tammy “legno” Abraham: con la traversa colpita ieri sera dopo un’incredibile deviazione di petto al volo il centravanti inglese arriva al suo settimo legno stagionale (quattro in Serie A). È il giocatore più sfortunato dei top-5 campionati europei al pari di Messi e Mbeumo.

Qualità: sfortuna sì, ma anche tanti errori. Gli spazi concessi dallo Spezia hanno evidenziato ancora di più i limiti tecnici dei giocatori giallorossi: tanti passaggi semplici sbagliati e troppe ripartenze sciupate a causa di controlli difettosi o aperture imprecise. C’è da migliorare come efficacia e cinismo.

Riserve: con sei indisponibili, tra infortuni e squalifiche, il divario tra quelli che Mourinho considera titolari e le alternative è parso ancora più evidente. La panchina anche ieri è servita poco e molte riserve non hanno trovato spazio neanche con giocatori acciaccati in campo.

Il tabellino

ROMA (3-5-2): Rui Patricio; Ibanez, Smalling (19′ st Diawara), Kumbulla; Karsdorp, Veretout (48′ st Bove), Cristante, Mkhitaryan, Viña; Borja Mayoral (19′ st Felix), Abraham. A disposizione: Boer, Fuzato, Ndiaye Calafiori, Reynolds, Villar, Darboe, Zalewski, Shomurodov. Allenatore: Mourinho.

SPEZIA (3-5-2): Provedel; Amian, Erlic, Nikolaou; Gyasi, Kovalenko (8′ st Agudelo), Sala (17′ pt Kiwior), Maggiore (8′ st Bastoni), Reca; Strelec (8′ st Verde), Manaj. A disposizione: Zoet, Zovko, Hristov, Colley, Ferrer, Sher, Nguiamba, Bertola. Allenatore: Thiago Motta.

ARBITRO: Prontera di Bologna

MARCATORI: 6′ pt Smalling (R), 11′ st Ibanez (R)

NOTE: Espulso al 48′ st Felix (R), per somma di ammonizioni. Ammoniti: Viña, Kumbulla (R); Gyasi (S) Recupero: 2′ pt, 3′ st.

Sassuolo – Lazio

Domenica pomeriggio amara per i biancocelesti sconfitti in rimonta dal Sassuolo a Reggio Emilia. Gli uomini di Sarri falliscono ancora una volta l’appuntamento con il doppio successo consecutivo in campionato e non riescono a trovare la continuità necessaria per competere ad alti livelli. Il progetto del tecnico è ancora molto lontano dal suo compimento e la sfida contro il Sassuolo ha messo in mostra tutti i limiti attuali della squadra.

Al Mapei la Lazio gioca bene solamente nei primissimi minuti: alta e corta in campo, senza paura di gestire il pallone e, una volta perso, di aggredire per riconquistarlo. Il gol del vantaggio nasce proprio così: recupero alto, serpentina di Pedro e girata di Zaccagni. Primo gol in biancoceleste per l’ex Verona che è bravo ad approfittare dello spazio liberato in area dal movimento di Immobile. La rete del vantaggio però illude i tifosi e stravolge totalmente l’inerzia della gara. La Lazio progressivamente perde campo, rinuncia al possesso e accetta il dominio territoriale del Sassuolo. I padroni di casa vanno vicini al pari in almeno tre occasioni con Scamacca e Frattesi che impegnano ripetutamente Strakosha.

Il secondo tempo si apre con Felipe Anderson al posto dell’infortunato Pedro: l’assenza dello spagnolo acuisce ancora di più i problemi di qualità nelle ripartenze dei biancocelesti che con il passare dei minuti non riescono più a trovare sbocchi offensivi. Il Sassuolo alza il ritmo e nel giro di sei minuti ribalta l’incontro. Al 63esimo è Berardi a trovare il pari con un mancino dal limite dell’area che lascia senza scampo Strakosha. Poco dopo, il destro fulmineo di Raspadori prende in controtempo il portiere albanese e vale il 2-1. Sarri prova ad agguantarla negli ultimi minuti cercando soluzioni in panchina ma l’infortunio di Zaccagni complica ulteriormente i piani del tecnico. L’ultima chance per i biancocelesti è affidata al mancino di Basic: la potente punizione del croato si stampa però sull’incrocio dei pali.

La sconfitta di Reggio Emilia è la sesta in campionato per la Lazio e apre importanti fronti di discussione. Nonostante le difficoltà attese in questa stagione il rendimento della squadra è al di sotto delle aspettative e l’impatto di Sarri fatica a rendersi tangibile. La rosa, per qualità e caratteristiche, è lontana dalle idee del tecnico. La Lazio attuale è un ibrido squilibrato e poco efficace. La classifica parla chiaro: nono posto. Ora i biancocelesti non possono più sbagliare e le prossime due gare contro Genoa e Venezia si caricano di ulteriori pressioni e aspettative.

Top

Zaccagni: era l’uomo più atteso ed è stato uno dei pochi a non fallire l’appuntamento. Un gol, tante buone giocate e un carico di imprevedibilità che rende viva la manovra offensiva di Sarri. Quando esce per infortunio si spegne la luce.

Strakosha: la porta della Lazio viene bersagliata e lui risponde (quasi) sempre presente. Non sarà il portiere più affidabile del campionato ma in questo momento è decisamente superiore a Reina, se ne è convinto anche Sarri che lo ha impiegato per la terza gara consecutiva.

Basic: oltre all’eurogol sfiorato al 90esimo c’è tanta sostanza dietro la prova del croato, quel lavoro “invisibile” che tanto piace agli allenatori. La sensazione è che stia prendendo sempre più confidenza con il nostro campionato e che sia destinato a migliorare ancora.

Flop

Identità: l’impressione è che Sarri stia faticando molto più del previsto a plasmare la “sua” Lazio. Molti calciatori appaiono involuti rispetto alla passata stagione, altri non si trovano in questo sistema di gioco. Le cose migliori la Lazio le fa vedere in ripartenza, situazione in cui è ancora forte l’impronta di Inzaghi.

Rendimento: negli ultimi quindici campionati solo in tre occasioni la Lazio è partita peggio di quest’anno, in tutti e tre i casi si è arrivati all’esonero del tecnico. Ballardini nel 2009/10, Petkovic nella stagione post Coppa Italia (2013/14) e Stefano Pioli (2015/16).

Dipendenza da Immobile: dei 33 gol segnati dalla Lazio in Serie A (quarto miglior attacco del torneo) 13 portano la firma di Ciro Immobile. Uno score importante che evidenzia però la mancanza di alternative credibili al numero 17 in zona gol, dietro di lui ci sono Pedro e Milinkovic fermi a quota 5.

Il tabellino

SASSUOLO (4-3-3): Consigli; Toljan, Chiriches, Ferrari (29′ st Ayhan), Rogerio; Frattesi, Lopez, Traore (28′ st Henrique); Berardi (36′ st Defrel), Scamacca (35′ st Boga), Raspadori (44′ st Muldur). A disposizione: Pegolo, Satalino, Goldaniga, Magnanelli, Peluso, Harroui, Kyriakopoulos. Allenatore: Dionisi.

LAZIO (4-3-3): Strakosha; Hysaj (33′ st Muriqi), Luiz Felipe, Acerbi, Marusic; Akpa Akpro (26′ st Andre Anderson), Cataldi (33′ st Leiva), Basic; Pedro (1′ st Felipe Anderson), Immobile, Zaccagni (20′ st Lazzari). A disposizione: Reina, Adamonis, Radu, Patric, Vavro, Escalante, Raul Moro. Allenatore: Sarri

ARBITRO: Sozza di Seregno

MARCATORI: 6′ pt Zaccagni (L), 18′ st Berardi (S), 24′ st Raspadori (S)

NOTE: Espulsi: Al 42′ st Ayhan (S). Ammoniti: Berardi (S), Marusic, Andre Anderson (L). Recupero: 1′ pt, 5′ st.

Michele Gioia