Serie A: cade la Roma tra mille polemiche. Lazio, tre punti sfumati in extremis

Giallorossi furiosi con il direttore di gara Maresca. Pareggio amaro per la Lazio arrivata a qualche secondo dalla vittoria

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Una notte ricca di polemiche all’Olimpico: vince il Milan 2-1. Alla Roma manca almeno un calcio di rigore. Mourinho tuona: “Se parlassi domenica prossima non sarei in panchina”. Sabato pomeriggio il pareggio della Lazio a Bergamo. Immobile da record: agganciato Piola.

Protesta la Roma con Maresca, ai giallorossi non riesce la rimonta nel secondo tempo. Si interrompe la striscia record di Mourinho.

Con il monday night Bologna – Cagliari questa sera si concluderà l’undicesima giornata di Serie A TIM, un turno che ha messo a dura prova le romane impegnate nei due match di cartello: Atalanta – Lazio e Roma – Milan. All’Olimpico la Roma fallisce il test contro una “grande” ed è il Milan ad uscire con i tre punti che valgono la vetta del campionato condivisa con il Napoli. Nel pomeriggio di sabato un’ottima Lazio viene rimontata due volte dall’Atalanta nei minuti di recupero. La squadra è in crescita, Sarri può essere soddisfatto.

Roma – Milan

Cattivi presagi per la Roma che iniziano qualche minuto prima del calcio d’inizio: durante il riscaldamento Pellegrini, già con una vistosa fasciatura sul ginocchio sinistro, si ferma dolorante per farsi assistere dei medici. Stringerà i denti e giocherà.
La gara segue il copione che ci si attendeva alla vigilia: possesso palla del Milan con molto movimento sulla trequarti e combinazioni di qualità, Roma bassa e compatta, pronta a sfruttare il campo in ripartenza.

I primi due squilli sono dei giallorossi con due discese sulla fascia di Viña e Karsdorp che non trovano il tap-in vincente di Pellegrini. Funzionano le triangolazioni offensive del Milan: al 24esimo Leao punta Karsdorp che lo stende al limite dell’area. Punizione affidata a Ibrahimovic che di potenza sceglie un rasoterra sul palo di Rui Patricio, male il portoghese e vantaggio Milan. Dieci minuti dopo Leao trova il raddoppio, giustamente annullato per fuorigioco dopo il check del VAR. Tra le proteste dei giocatori giallorossi e di Mourinho per la condotta di gara dell’arbitro Maresca si chiude il primo tempo.

La ripresa si apre con la carta Felix Afena-Gyan, Mourinho sceglie di puntare sul classe 2003 per sostituire un deludente Mkhitaryan. Roma confusionaria e poco precisa nelle ripartenze, Milan più concreto. Prima un fuorigioco nega la doppietta a Ibra, poi, al 53esimo, Ibañez entra duro sullo svedese e per Maresca è calcio di rigore. Richiamato dal VAR l’arbitro non cambia la decisione. Kessié freddissimo fa 2-0.

La Roma protesta e la partita si incattivisce, i cambi rendono il tutto ancora più confuso. Al 66esimo Theo frana su Pellegrini: secondo giallo per il francese e Milan in dieci. Mourinho inserisce tutti gli uomini offensivi a disposizione e tenta l’assalto finale. Tra la poca qualità giallorossa e gli ottimi interventi di Kjaer il Milan regge fino al 93esimo quando El Shaarawy, abile a raccogliere una respinta corta, trova la rete della speranza per la Roma.

Speranza che si infrange sulla decisione di Maresca di non concedere qualche secondo più tardi un rigore ai giallorossi dopo un contatto Kjaer – Pellegrini. Vince il Milan 2-1. Dopo 43 risultati utili consecutivi in casa si interrompe la striscia record di Mourinho in Italia.

Gli Episodi

La direzione gara dell’arbitro Maresca è stata al centro delle polemiche durante e dopo la gara. È difficile commentare quanto accaduto in campo senza analizzare le scelte del fischietto napoletano. Oltre alla gestione dei falli e dei cartellini, che alla fine ha scontentato entrambe le formazioni, sugli episodi chiave del match la lettura dell’arbitro non è stata uniforme.

Al minuto 53, dopo una discesa imperiosa di Theo Hernandez, Ibañez interviene in maniera ruvida su Ibrahimovic all’interno dell’area di rigore: il contatto c’è ma il centrale brasiliano sposta il pallone. Maresca non ha dubbi e indica il dischetto. Mazzoleni dalla sala VAR giudicando la decisione come “chiaro ed evidente errore” richiama l’arbitro al monitor, ma dopo la revisione Maresca conferma il rigore.

Nei minuti di recupero la Roma protesta prima per un contatto in area tra Bakayoko e Felix poi, qualche istante dopo il gol del 2-1, per un intervento scomposto di Kjaer sulla caviglia di Pellegrini. Il pallone non esce, Maresca lascia proseguire e il VAR questa volta non interviene. Le immagini testimoniano il calcione ricevuto da Pellegrini dopo il suo controllo aereo.

Le Parole

Nervosissimo a fine gara José Mourinho che si è limitato ad una semplice dichiarazione, ripetuta tra DAZN, canali ufficiali del club e conferenza stampa, rifiutandosi di rispondere alle domande dei giornalisti. Queste le parole del tecnico giallorosso: “Faccio i complimenti al Milan. Non voglio dire niente di più perché se parlo domenica potrei non essere in panchina. Mi dà un po’ di rabbia la mancanza di rispetto nei confronti dei nostri tifosi e di tutti quelli che amano la Roma. Il rispetto che abbiamo noi, anche in una partita in cui non abbiamo giocato bene, comunque lasciando sul campo tutto, altri non lo hanno”.

Il Tabellino
ROMA (4-2-3-1): Rui Patricio; Karsdorp (35′ st Shomurodov), Mancini, Ibañez, Viña (23′ st Carles Perez); Cristante, Veretout; Zaniolo, Pellegrini, Mkhitaryan (1′ st Felix Afena-Gyan); Abraham (18′ st El Shaarawy). A disposizione: Boer, Fuzato, Calafiori, Kumbulla, Tripi, Bove, Darboe, Zalewski. Allenatore: Mourinho
MILAN (4-2-3-1): Tatarusanu; Calabria, Kjaer, Tomori, Hernandez; Bennacer (31′ st Romagnoli), Kessié; Saelemaekers (23′ st Ballo-Toure), Krunic (32′ st Bakayoko), Leao (31′ st Tonali); Ibrahimovic (12′ st Giroud). A disposizione: Jungdal, Mirante, Conti, Gabbia, Kalulu, Diaz, Maldini. Allenatore: Pioli
ARBITRO: Maresca di Napoli
MARCATORI: 25′ pt Ibrahimovic (M), 12′ st Kessié (M) su rigore, 48′ st El Shaarawy (R)
NOTE: Espulsi: 21′ st Hernandez (M) per doppia ammonizione. Ammoniti: Zaniolo, Karsdorp, Mancini, Veretout (R), Ibrahimovic, Hernandez, Tomori, Calabria, Giroud, Kessié (M). Recupero: 2′ pt, 6′ st

Atalanta – Lazio
È stata la gara di Bergamo ad aprire con un combattutissimo 2-2 l’undicesima giornata di Serie A. Sebbene il punto finale portato a casa da entrambe le squadre non abbia determinato scossoni in classifica, la prestazione della Lazio può essere considerata un ottimo segnale in vista del percorso tecnico intrapreso da Sarri.

La Partita
Come anticipato alla vigilia nessuna sorpresa di formazione per il tecnico biancoceleste che, dopo l’ottima prova contro la Fiorentina, sceglie di puntare ancora sul centrocampo-fantasia: Luis Alberto, Cataldi, Milinkovic. Unico cambio Hysaj schierato a destra al posto di Lazzari.

La classica partenza sprint e l’annesso dominio territoriale dell’Atalanta ad inizio match non impensieriscono la Lazio che, alla prima occasione utile, trova il gol del vantaggio. Verticalizzazione perfetta di Cataldi alle spalle della difesa avversaria, lettura frettolosa di Demiral e conclusione di Immobile che trova un’ottima risposta di Musso, sul tap-in però arriva puntuale Pedro. Secondo gol consecutivo per lo spagnolo che si esalta contro le grandi, terzo assoluto in stagione. Con il vantaggio acquisito la Lazio prova a controllare tempi e ritmi di gioco, operazione riuscita fino a pochi secondi dalla fine del primo tempo quando Zapata decide di far valere il suo strapotere fisico contro Marusic e spara un diagonale potente che batte Reina.

Nella ripresa il tenore agonistico si alza con l’Atalanta che prova a mettere pressione e a schiacciare la Lazio ma la migliore occasione è ancora per gli ospiti lungo l’asse Cataldi – Immobile: verticalizzazione del primo e diagonale del secondo che però trova uno strepitoso Musso in uscita. Alza la posta Gasperini con gli innesti di Muriel e Malinovskyi ma questa volta la ripartenza della Lazio è letale.

Al minuto 74 Immobile recupera un pallone a centrocampo scatenando il contropiede: Pedro dirige, Basic rifinisce e Immobile trova la rete del nuovo vantaggio e dell’attesissimo record. Sono 159 in biancoceleste, agganciato Piola in testa alla classifica all-time della Lazio. La gara però non è finita e dopo i cambi di Sarri la squadra fa fatica a tenere alto il pallone. Prima Muriel spaventa Reina poi, a pochi secondi dal triplice fischio, è De Roon a trovare la girata che vale il 2-2 finale.

Nonostante la mancata vittoria la Lazio vista a Bergamo ha dato un segnale importante al campionato ma soprattutto al suo allenatore. La difesa ha retto bene l’urto di una delle formazioni più pericolose della Serie A e la squadra ha dimostrato di riuscire ad essere sempre pericolosa e cinica nelle ripartenze. Record di Immobile a parte, il migliore in campo per distacco è stato Danilo Cataldi.

Il centrocampista che sembrava ai margini fino a qualche mese fa sta diventando una delle armi principali della nuova Lazio plasmata da Sarri: grinta, intelligenza tattica, corsa e tanta qualità. Restano da migliorare alcune piccole disattenzioni, la gestione conservativa del pallone quando si è in vantaggio e la concentrazione nell’arco dei 90 minuti (più recupero). Più avanti, poi, qualche innesto di qualità sul mercato farebbe bene a tutti, Sarri in primis.

Da condannare fermamente l’episodio accaduto al 90esimo: intento a rinviare il pallone da fondo campo Reina è stato bersagliato da un ripetuto lancio di oggetti da parte dei tifosi dell’Atalanta, tra cui una monetina che ha colpito il portiere spagnolo sulla nuca. La società bergamasca con un comunicato ha preso le distanze dal comportamento di alcuni tifosi in curva ma spetterà al giudice sportivo una decisione finale sull’accaduto.

Il Protagonista
Da Bergamo a Bergamo, passando per… Bergamo. Oltre il risultato, l’uomo copertina della giornata biancoceleste è stato sicuramente Ciro Immobile. Il capitano ha trovato la rete numero 159 che è valsa l’aggancio a Silvio Piola nella classifica dei marcatori all-time della Lazio. Un record che durava da 78 anni e che sembrava davvero irraggiungibile fino a qualche anno fa. Piola siglò la sua ultima rete proprio a Bergamo ed è una storia che si ripete considerando che la prima e l’ultima (fino ad ora) di Immobile con la Lazio sono arrivate sullo stesso campo. 159 gol in 232 partite ufficiali per Immobile che adesso ha nel mirino il record di reti in Serie A con la maglia della Lazio detenuto sempre da Piola: ne mancano 11 al bomber di Torre Annunziata per entrare definitivamente nella storia biancoceleste.

 

Le Parole

Al termine della gara Maurizio Sarri ha sottolineato la buona prestazione contro una squadra forte: “Abbiamo sofferto all’inizio la loro aggressività ma siamo venuti fuori bene e abbiamo concesso pochissimo. Purtroppo siamo stati anche sfortunati nel prendere due gol negli ultimi secondi dei due recuperi. Però come dicevo ai ragazzi nello spogliatoio è qualcosa che fa parte del calcio, è sempre successo e succederà sempre. Ciò che non va accettato sono prestazioni come Bologna e Verona, in cui abbiamo lasciato punti per strada”.
Menzione speciale da parte del tecnico biancoceleste anche per tre protagonisti di questo match:
“Luis Alberto? Io non ho fatto niente, le magie le fa lui: lo chiamano Mago non a caso. Ha fatto una gara in linea con quella contro la Fiorentina: seria e da centrocampista vero, con bella partecipazione difensiva. Poi inizia a metterci anche quella qualità in più che ha rispetto agli altri, sta procedendo bene”.

“Cataldi ha sempre avuto qualità tecniche importanti. In passato aveva alcuni problemi di posizionamento, tendeva ad avanzare, ma ora si sta abituando. Ha ottime qualità di palleggio ed è molto dinamico, si fa sentire anche in fase difensiva”.
“Immobile è un calciatore generoso, sta con la testa nella partita per tutta la gara. Penso che per un difensore sia difficile affrontarlo, non puoi permetterti un attimo di disattenzione. Si mette sempre a disposizione, a volte va in pressione anche troppo spesso”.

Il Tabellino
ATALANTA (3-4-2-1): Musso; De Roon, Demiral, Lovato (22′ st Scalvini); Zappacosta (38′ st Piccoli), Koopmeiners, Freuler, Maehle; Pasalic (14′ st Malinovskyi), Ilicic (22′ st Muriel); Zapata. A disposizione: Miranchuk, Pezzella, Rossi, Sportiello. Allenatore: Gasperini.
LAZIO (4-3-3): Reina; Marusic, Acerbi, Luiz Felipe, Hysaj; S. Milinkovic, Cataldi (31′ st Leiva), L. Alberto (24′ st Basic); Anderson (31′ st Moro), Immobile (39′ st Muriqi), Pedro. A disposizione: Adamonis, Akpa Akpro, Escalante, Lazzari, Patric, Radu, Romero, Strakosha. Allenatore: Sarri.
ARBITRO: Guida di Torre Annunziata
MARCATORI: 18′ pt Pedro (L), 46′ pt Zapata (A), 28′ st Immobile (L), 48′ st De Roon (A).
NOTE: Ammoniti Demiral (A); Luiz Felipe, Reina, Leiva (L). Recupero: 1′ pt e 4′ st.

 

Michele Gioia