Medici per i pronto soccorso: bandito il concorso per 153 posti nel Lazio

La Regione Lazio lancia il concorso per l’assunzione di 153 medici di medicina d’urgenza. Ecco come saranno distribuiti

Un pronto soccorso della Capitale l'immagine emblematica del sovraccarico delle emergenze

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il bando per il concorso relativo all’assunzione di 153 dirigenti medici specializzati in medicina  e  chirurgia d’accettazione e d’urgenza. Le procedure saranno gestite direttamente da una azienda sanitaria capofila, quella ospedaliera del San Giovanni Addolorata.

La Regione Lazio lancia il concorso per l’assunzione di 153 medici di medicina d’urgenza. Ecco come saranno distribuiti

Sulla Gazzetta Ufficiale pubblicata il 10 settembre scorso, sono già fissate le procedure per le assunzioni. La domanda di partecipazione all’avviso  dovrà  essere  prodotta esclusivamente  tramite  procedura  telematica,  presente  presso questo sito nel   sito entro e non oltre la data del 10 ottobre. Per  la  partecipazione  all’avviso  è   necessario   effettuare obbligatoriamente      l’iscrizione       online       sul       sito.

Come avevamo anticipato in questo articolo, il bando già fissa il numero di medici che verranno dislocati nei diversi pronto soccorso della regione. Sette  posti  sono per l’Azienda  ospedaliera San Giovanni Addolorata»; dieci posti per l’Azienda aggregata ASL Roma 3; quindici posti per l’Azienda aggregata ASL Roma 4; venti posti per l’Azienda aggregata ASL Roma 5; trentuno posti per l’Azienda aggregata ASL Roma 6; venti posti per l’Azienda aggregata ASL di Frosinone; otto posti per l’Azienda aggregata ASL di Viterbo; trentacinque posti per l’Azienda aggregata ARES 118; cinque posti per l’Azienda aggregata Policlinico Umberto I; due posti per l’Azienda aggregata Sant’Andrea.

Con l’esplosione della pandemia si è enormemente rivalutata la figura del medico specialista del pronto soccorso e si è fatta pienamente luce sui ritardi e sulle carenze, soprattutto d’organico, in quella che va considerata una preziosa risorsa contro ole acuzie e contro gli incidenti, siano essi domestici, stradali o sul lavoro. Il concorso lancia una ciambella di salvataggio ad un settore sanitario in profonda sofferenza ma c’è già chi, dall’alto della sua esperienza proprio sul campo, lancia indicazioni affinchè non solo il concorso vada a buon fine ma si riesca anche a salvaguardare le necessità soprattutto delle periferie.

Si tratta di Giulio Maria Ricciuto, presidente della Simeu Lazio (Società italiana Medicina d’emergenza e urgenza). “Accogliamo – dice Ricciuto – con piacere la pubblicazione del bando ringraziando la Regione per aver compreso le enormi difficoltà di personale nelle quali versa il sistema di emergenza e speriamo che siano tanti i colleghi che vorranno cimentarsi con il lavoro più bello del mondo che andrebbe incentivato di più ma che regala tantissime soddisfazioni quotidiane umane e professionali. L’apertura ai giovani specializzandi dal terzo anno in poi è una chiamata anche all’innovazione che non può non passare dal riconoscimento professionale ed economico della speciale professionalità richiesta per svolgere al meglio l’attività di emergenza pre-ospedaliera, di Pronto Soccorso, Osservazione Breve Intensiva, Terapia Semi Intensiva e degenza di Medicina d’urgenza,  escludendo invece ciò che non fa parte delle attività di PS ma che ostacolano il flusso di PS e non dovute a mancanze dei medici d’urgenza ma da loro interamente subite, come il cosiddetto boarding  ovvero lo stazionamento inappropriato in PS dei pazienti da ricoverare che non hanno posto letto disponibile nei reparti specialistici oltre le 8-12h dall’arrivo in PS, che, per loro maggiore sicurezza a valle e per azzerare l’attesa dei pazienti e il blocco ambulanze a monte, dovrebbero essere posti a carico degli specialisti di destinazione in area diversa da quella destinata all’urgenza”.