Peculato e riciclaggio: sequestri per oltre 1 milione di euro. Arrestato commercialista di Ostia (VIDEO)

Roma: due professionisti, un commercialista residente a Ostia e il commissario liquidatore di una società cooperativa sono stati arrestati dalla Guardia di Finanza. Accusati di peculato e riciclaggio. 

Si sarebbero appropriati di ingenti somme sottratte alla procedura di liquidazione di una società.

I Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del locale Tribunale, su richiesta della Procura della Repubblica capitolina, nei confronti di Vanessa Giammatteo e del commercialista Marco Fantone, 69 anni residente a Ostia.

Entrambi sono indagati, a vario titolo, per i reati di peculato, riciclaggio e autoriciclaggio.

Le indagini, svolte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, hanno riguardato le condotte illecite perpetrate da Giammatteo, Commissario liquidatore di una società cooperativa con sede nella Capitale, nominato dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Le indagini hanno consentito di capire come la donna abbia sottratto alla procedura liquidatoria, quindi ai creditori dell’impresa, somme di denaro per quasi 700 mila euro, mediante due modalità scientemente ideate per sfuggire ai controlli.

La donna aveva aperto di un conto corrente “fantasma” di cui non è mai stata comunicata l’esistenza all’Autorità di Vigilanza e sul quale sono stati accreditati, per poi appropriarsene e investirne una parte in attività finanziarie e speculative, le ultime liquidità e i pagamenti effettuati da terzi alla società.

Inoltre per dissimulare le spese effettivamente sostenute, venivano presentati al Ministero dei rapporti riepilogativi periodici cui erano allegati estratti del conto corrente “ufficiale” artefatti.

Dall’analisi dei flussi finanziari sono emerse le responsabilità penali di Fantone, che, oltre ai compensi per incarichi di consulenza affidati dal Commissario, ha ricevuto oltre 300 mila euro senza alcuna giustificazione, nella quasi totalità provenienti dal conto “fantasma”. Tali somme sono state poi utilizzate o prelevate dallo stesso, anche in modo non tracciabile, al fine di ostacolare l’identificazione della provenienza delittuosa.

L’Autorità Giudiziaria ha inoltre disposto il sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie per oltre 1 milione di euro.

 

È bene ricordare che, come adottato anche nella formula di arresto, per gli indagati si tratta di una provvisoria incolpazione. Ciò significa che le prove di eventuale colpevolezza si dovranno formare nel corso del processo e che fino al terzo grado di giudizio gli indagati devono ritenersi innocenti.

 

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