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Acilia, blitz al Parco della Madonnetta: spariti pusher e abusivi (VIDEO)

Polizia e carabinieri al Parco della Madonnetta: sparito anche il clochard denunciato per l'aggressione a Riccardo

Si è svolta ieri, giovedì 18 marzo, un’operazione straordinaria di controllo da parte di Polizia e Carabinieri all’interno del Parco della Madonnetta, ad Acilia.

Qui, il 26 febbraio scorso, il giovanissimo Riccardo Pica ha perso la vita, ad appena 16 anni, colto da un malore fatale mentre veniva inseguito da un senza tetto (leggi qui).

Parco della Madonnetta, operazione congiunta di Polizia e Carabinieri: trovati rifiuti tossici. Spariti i senza tetto

Una tragedia che ha scosso profondamente gli animi dei cittadini, e che ha sollevato il velo sulle condizioni di profondo degrado e pericolosità in cui versa l’area del Parco, abbandonato da anni (leggi qui).

Ieri, dunque, in un’operazione congiunta della Polizia del Decimo Distretto di Ostia e la Legione Lazio dei Carabinieri, le forze dell’ordine hanno battuto metro per metro il terreno del Parco.

Nel corso dei controlli non è emersa la presenza dei senza fissa dimora segnalati in passato all’interno dell’area verde, e neanche nei locali dell’ex Centro Sportivo abbandonato: i clochard, presenti fino a qualche settimana fa, devono aver abbandonato il luogo.

Nessuna traccia neanche dei tanti pusher di cui era nota la presenza nell’area. I riflettori accesi sul Parco, dopo la tragedia di Riccardo, hanno fatto evidentemente allontanare questo tipo di presenze.

Le forze dell’ordine hanno però rilevato lo stato di profondo degrado e pericolosità delle strutture. Sul posto poliziotti e carabinieri hanno trovato tonnellate di rifiuti pericolosi e tossici: il Parco è ormai una sorta di grande discarica, come già evidenziato da un blitz effettuato a ottobre 2020 (leggi qui).

Ma non solo: gli agenti e i militari hanno riscontrato anche un imminente rischio di crollo delle strutture in muratura abbandonate, che potrebbero cedere.

Nessuna traccia anche del clochard che è stato denunciato a piede libero per la vicenda di Riccardo. Secondo le prime ricostruzioni degli investigatori potrebbe essere lui l’uomo che ha inseguito l’adolescente, quel maledetto 26 febbraio (leggi qui).

Nessuna traccia né di lui né delle galline che l’uomo allevava nel locale occupato all’interno della struttura dell’ex centro sportivo del Parco: evidentemente deve essersi allontanato volontariamente giorni fa.

Il rifugio di fortuna è risultato chiuso da una porta in legno fissata con una catena, ma non è ancora stato chiarito se la catena sia stata messa dal clochard o dal Comune di Roma per evitare l’ingresso delle persone.

In merito all’operazione congiunta è stata presentata una relazione al Questore di Roma. A lui ora il compito di inviare un sollecito nei confronti dell’amministrazione per la messa in sicurezza del Parco.

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