Vaccino, allarme nel Lazio: “Abbiamo scorte per una settimana, rischio blocco”

Il colosso britannico AstraZeneca ha deciso un nuovo taglio unilaterale delle consegne pari al 60 per cento di quelle stabilite da contratto

astrazeneca

“Abbiamo scorte di vaccino solo per una settimana”. A lanciare l’allarme è l’assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato.

Il colosso farmaceutico britannico AstraZeneca ha infatti annunciato, all’improvviso, un nuovo taglio del 60 per cento delle dosi previste in consegna a marzo. Il Lazio, dunque, va verso il blocco totale delle vaccinazioni effettuate con l’antidoto di Oxford.

Vaccino covid, il Lazio rischia il blocco della campagna vaccinale: mancano le dosi

vaccino

“Oggi arriveremo alle 650mila somministrazioni totali effettuate nel Lazio, siamo i primi come numero di vaccinazioni effettuate. Ma sono preoccupato poiché abbiamo un’autonomia delle dosi di vaccino AstraZeneca pari a una settimana“, aggiunge D’Amato.

Il motivo, spiega l’assessore, è che l’azienda britannica ha deciso un ulteriore taglio unilaterale delle consegne pari al 60 per cento di quelle stabilite da contratto.

Una sorta di sabotaggio rispetto agli obiettivi della campagna di immunizzazione portati avanti dalla Regione. “Verranno a mancare 49mila fiale. Ho fatto un appello al Commissario per l’emergenza Francesco Paolo Figliuolo perché ci aiuti, dandoci dosi che poi restituiremo ad aprile. Spero che accetti altrimenti tra una settimana dovremo fermarci”, spiega D’Amato.

“La consegna del 15 marzo rischia di saltare completamente, delle 60mila dosi attese viaggiamo ad oggi intorno alle 10mila, e questo non può bastare”, continua D’Amato, come riporta Il Messaggero.

Le conseguenze del blocco delle vaccinazioni con l’antidoto del colosso britannico sarebbero devastanti per la nostra regione. “Siamo in grande sofferenza e lo saremo di più tra il 17 e il 18 marzo. Ci servono quasi 50 mila dosi di AstraZeneca per non inficiare il sistema sia dei richiami che delle nuove somministrazioni”, conclude l’assessore.

Stabili, per ora, le consegne previste da parte delle case farmaceutiche statunitensi Pfizer e Moderna.

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