Vaccino, anche Johnson & Johnson taglia le dosi in consegna

Il quarto vaccino in arrivo, su cui l'Italia e l'Unione Europea fanno enorme affidamento per proseguire la campagna di vaccinazione, arriverà in quantità inferiori al previsto

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La quarta arma contro il covid, l’asso nella manica su cui Italia e Unione Europea contavano per poter immunizzare tutti i cittadini entro l’estate, arriva spuntata.

Anche il colosso statunitense Johnson & Johnson infatti annuncia un taglio nella consegna delle dosi pattuite da contratto, proprio come le altre tre case farmaceutiche che hanno realizzato il vaccino nei mesi scorsi: Pfizer, Moderna e AstraZeneca.

Piano vaccinale a rischio: anche Johnson & Johnson taglia le dosi previste in consegna. Speranze dal vaccino russo, via libera alla produzione in Italia

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Johnson & Johnson infatti ha comunicato all’Unione Europea di avere “problemi di approvvigionamento”, che potrebbero determinare un taglio alle 55 milioni di dosi del suo vaccino, attese ad aprile: ne sarà consegnata soltanto una parte.

Il vaccino della casa farmaceutica statunitense richiede una sola dose, e l’autorizzazione dell’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) è attesa per l’11 marzo.

L’azienda si è impegnata a fornire 200 milioni di dosi all’Unione Europea entro il 2021, ma come le altre case farmaceutiche la quantità sarà ben inferiore alle attese, nonostante i contratti siglati.

Priorità ad altri Paesi, ad altri continenti. Lo scorso 4 marzo il premier Mario Draghi ha fatto bloccare di forza l’invio di 250.000 dosi di vaccino AstraZeneca dirette in Australia. Una decisione presa di concerto con la Commissione Europea, motivata dai tagli alle consegne di vaccini in Europa decisi unilateralmente dal colosso britannico.

IN ARRIVO IL VACCINO RUSSO: FIRMATO L’ACCORDO PER LA PRODUZIONE IN ITALIA

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Buone notizie invece sul fronte del farmaco anti-covid prodotto da Mosca, il vaccino Sputnik V: firmato l’accordo tra Europa e il Fondo governativo russo che gestisce la contrattazione con l’estero, il Russian Direct Investment Fund (Rdif), per la produzione in Italia dell’antidoto russo.

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Ad annunciarlo è la Camera di Commercio Italo-Russa in una nota. “Nelle scorse ore l’amministratore delegato Fondo governativo, Kirill Dmitriev, ha confermato di aver raggiunto un accordo con l’azienda Adienne Pharma&Biotech per la produzione dello Sputnik V in Italia, siglando il primo contratto europeo per la produzione locale del vaccino. La partnership permetterà di avviare la produzione già dal mese di luglio 2021″, fa sapere la Camera di Commercio Italo-russa.

“Il processo produttivo innovativo” del vaccino russo Sputnik “aiuterà a creare nuovi posti di lavoro e permetterà all’Italia di controllare l’intero processo di produzione del preparato. Questo permetterà la produzione di 10 milioni di dosi entro la fine dell’anno”, conclude la nota a firma della Camera di Commercio Italo-Russa.

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